resistenze

Ho voglia di parlare delle lavoratrice e dei lavoratori napoletani, ma in che modo? Certo non faccio “bella figura” se scrivo degli operai italiani o della manovalanza femminile. Sto cercando qualcosa di buono da dire, ma cosa? Sì, forse qualcosa di buono stanno facendo i lavoratori: si stanno estinguendo e, di proposito, stanno distruggendo il…

Compleanno

Francesco Ruotolo, prese il treno e venne a casa mia. Era il 30 dicembre del 2018. Aveva una borsa grande e, quando arrivò,  disse che doveva vestirsi da babbo natale. Aveva portato regali ai mie due figli. Uscì dalla stanza con il cappello e un sacco sulle spalle. Nel sacco c’erano: un cagnolino di peluche…

eterni castrati

Avevo venticinque anni quando, per la prima volta, Annuccia mi raccontò la sua storia d’amore. Si era iscritta alle scuole serali perché il fidanzato si stava per laureare in economia. Spesso mi confidava che non riusciva a comprendere la sua relazione. Il ragazzo, quando doveva incontrare gli amici dell’Università, le diceva: “meglio che resti a…

Fuoco

Hanno bruciato le giostre istallate da poco a piazzetta san Vincenzo, che odissea in un quartiere cool.

è cosa ‘e niente

Il rione è di nuovo “sulla bocca di tutti” per la sua inciviltà?: ma dove è andata a finire la rinascita del quartiere? Certamente non è colpa di chi ha creato una cooperativa o di chi tenta, attraverso il lavoro, di recuperare l’immagine, l’immagine, l’immagine. Ecco la parolina magica, scandita per ben tre volte, così…

carmelo, e gli anni novanta*

Negli anni Ottanta/Novanta del secolo scorso, la città di Napoli era un’enorme terreno di calcio. Si giocava in ogni spazio libero piccolo o grande. Fuori lo stadio san Paolo, sotto la Galleria Umberto, fuori al Museo Nazionale, sul bosco di Capodimonte, fuori la Cattedrale, … io ad esempio mi allenavo più spesso a Piazza Cavour…

una candid camera

Sono con Carmine, un mio caro amico, in un bar di Piazza Dante. Il caffè è buono e il barista che ce l’ha versato è piuttosto simpatico. La giornata, radiosa, mi ha fatto ricordare le strofe del poema di Salvatore Di Giacomo, Lassammo fa a Dio, dove Cristo dice a San Pietro che vuole scendere…

apartheid parco san gennaro

“Ci sono state occasioni nelle quali l’aggressione fisica non è stata così grave quanto l’oppressione psicologica sofferta dalla popolazione del rione Sanità. È una tortura psicologica impossibile da descrivere a parole.*” *Trasposizione della frase (attribuita), di Nelson Mandela sull’apartheid della popolazione nera.