parco a scopo di lucro

La privatizzazione dei beni pubblici non sta risparmiando nemmeno i parchi cittadini, che, come da recente bozza del regolamento sulle aree verdi del Comune di Napoli da approvare a settembre, dovranno essere affidati a privati.

La bozza prevede che questi potranno esercitare attività economiche all’interno dei parchi con l’unico vincolo che siano “compatibili con la destinazione dell’area a parco”.

Questi trarranno profitto non solo da tali attività, ma in aggiunta avranno la possibilità di organizzare eventi diurni o serali (a pagamento), sottraendo quindi ulteriore spazio altrimenti destinato alla libera fruizione da parte dei cittadini (è quello che già stiamo vedendo con la sempre più frequente assegnazione di piazze per organizzare eventi a pagamento).

In questo modo il Comune si lava completamente le mani dell’insufficienza di organico a sua disposizione, preferendo appaltare a privati la gestione del verde cittadino, che già parte da una disponibilità di metri quadri di verde in rapporto agli abitanti assolutamente inadeguata.

Come attivisti da sempre impegnati nella valorizzazione e tutela del bene pubblico Parco San Gennaro, viste anche le numero se esperienze fallimentari, già sperimentate in Italia e preoccupati dell’ennesimo regalo agli imprenditori di questa città,

chiediamo che:

  • i parchi cittadini non siano affidati a privati, né in forma di società con scopo di lucro, né ETS (enti del terzo settore, forma giuridica che spesso serve soltanto ad aggirare le norme tributarie e di inquadramento dei lavoratori);
  • il Comune di Napoli si faccia carico delle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree verdi e non, guardiania e apertura/chiusura dei parchi; 
  • tali attività devono essere svolte attingendo alla forza lavoro disoccupata disponibile sul territorio, ampliando l’organico attualmente insufficiente dei lavoratori alle dipendenze dell’amministrazione, in modo da garantire così condizioni lavorative adeguate agli operatori del settore, e ponendo fine allo sfruttamento di manovalanza gratuita dei percettori di reddito;
  • laddove presenti, prevedere da parte dell’amministrazione protocolli di intesa con comitati civici che si occupano di tutelare e far vivere con iniziative i parchi; tale processo è necessario per garantire che le scelte dell’amministrazione non vengano calate dall’alto ma siano il frutto di una compartecipazione, in cui anche la conoscenza e gli interessi di chi vive i territori vengano tenuti in debita considerazione;

Chiediamo a tutti i singoli solidali e le soggettività, associazioni, movimenti, che ritengono urgente una presa di posizione per bloccare questo scempio, di sottoscrivere e condividere questo appello. [C.P.S.]

Per firmare:

– indicate nome del soggetto firmatario

– scrivete una mail a comitatoparcosangennaro@gmail.com

– mandate un messaggio alla pagina facebook “Comitato Parco San Gennaro”

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