merce di scambio

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Per cortesia, per cortesia, posso essere almeno considerato merce di scambio?

Oggi ero nel centro polifunzionale di via Nuova Poggioreale. Mentre camminavo ho sentito diversi giovani che discutevano del fatto che da tre mesi non prendevano lo stipendio, incerti di cosa dovevano o non dovevano fare, alla fina hanno deciso di risalire e lavorare ancora gratis. Con loro c’era una mia ex collega che ascoltava le storie un po’ perplessa. Ad un certo punto uno di loro le ha rivolto la parola dicendole: “beata te che ti pagano ogni mese”.


Premetto che questa ragazza “fortunata” lavora da diversi anni con un contratto a progetto. Se pur le è rinnovato non è mai previsto però l’aumento. Come per legge non percepisce le ferie, né le malattie, né gli straordinari, ma in compenso deve lavorare otto ore al giorno (senza doverlo spifferare però), etichettata come una fortunata, è ricattata con la più infima delle schifezze: “o lavori in questo modo o vai via, tanto c’è chi sta peggio di te, lo vedi?”.

No, mi dispiace, lei non è neanche più considerato merce di scambio. [+blogger]

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    ecco quello che siamo, non siamo niente! e niente per niente io non me la faccio prendere dal vento, vi mando tutti a fanculo e vado via da questo posto di M…. !

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  2. Faustino ha detto:

    Se fossimo realmente considerati MERCE di scambio saremmo oggi fortunati, almeno avremo la sottopaga, oggi non ci vogliono né pagare né sottopagare, come fanno molte aziende con gli/le stagisti/e uno, due, tre mesi per parte senza pagare e la produzione va avanti così gratis per l'imprenditore. Ecco a cosa siamo arrivati, e noi stronzi che non protestiamo, anzi, facciamo come questi ragazzi che continuano a lavorare senza stipendi! Ma queste sono cose assurde, ma non è possibile, ma allora siete/siamo dei allocchi?

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  3. Claudia ha detto:

    il problema è proprio questo: siamo stati indotti a pensare che essere sottopagati sia già una fortuna, ma in realtà dovremmo avere il coraggio di rifiutare quando ci offrono il contentino di fine mese. Lo so che risponderete che ci sarà subito un altro pronto ad accettare quelle condizioni. Ma fin quando le aziende potranno continuare così? fin quando potranno assumere gente che non è motivata al lavoro, che non riceve gratifiche e che non fa neanche in tempo a socializzare coi colleghi che viene mandato via.
    La crisi dei nostri giorni secondo me discende anche da questo atteggiamento ormai da anni perpetrato dalle aziende e soprattutto avallato dalla legge italiana e ora anche da quella europea che chiede sempre più mobilità e flessibilità. L'incarico a Monti è la prova evidente che lo stato italiano sta ignorando completamente il primo articolo della nostra costituzione.
    a questo punto scendiamo in piazza e diamole fuoco

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  4. Antonella ha detto:

    Io sono l'ex collega 🙂
    Purtroppo io in quel gruppo ero davvero la cosidetta “fortunata”, e proprio io che mi sono sempre detta di essere imprigionata da questo contratto a progetto, di sentire i miei obiettivi ingabbiati (aver paura di realizzare qualsiasi cosa con un contratto del genere).In quella situazione ero definita la privilegiata, e qualcuno addirittura mi ha chiesto se poteva mandare un curriculum. Ed ecco che in me è apparsa la paura di perdere quello che ho per ritrovarmi nella situazione di quei ragazzi, ed lo stesso ricatto che ricevo dai miei titolari, dicendomi ogni volta che scade il contratto “NON CREDO CI SIA ALTRA SOCIETA' CHE TI DIA QUELLO KE TI OFFRIAMO NOI DI QUESTI TEMPI”, e cosi diventan forti.Non dovrebbe proprio esistere di lavorare senza stipendio, non sono io la privilegiata, ma oltre l'assurdità la situazione di quei ragazzi. E' la gabbia dell'accontentarsi, questi ragazzi si accontentano di lavorare nella speranza di aver presto i soldi, piuttosto che esser senza lavoro e sapere di non ricevere mai uno stipendio, è il mio accontentarmi del contratto a progetto piuttosto che lavorare in nero e a meno. Accontentarsi…accontentarsi, è quello che ci imprigiona. Ci accontentiamo per paura, e rimaniamo bloccati nelle nostre gabbie.

    P.S. Un piccolo sfogo e auto – rimprovero. Complimenti per il blog. Bye

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