Nel 2007 lo storico Ariel Toaff pubblica un libro dal titolo “Pasque di Sangue”. Quello che c’è scritto nel testo scatena l’opinione pubblica intellettuale soprattutto di fede ebraica. Un libro che nella prima edizione, ritirata poi dall’autore, ricalca il rituale magico del sangue dei bambini sacrificati per l’occasione*. Al di là delle polemiche, altro sangue sta scorrendo e minaccia di scorrere in tutta Europa. Il rito attualmente si chiama guerra Santa o guerra difensiva. Quando gli Stati assassini sganceranno le loro armi micidiali, quale altro rito dimostreranno? La bomba atomica è superata: oggi in pochi secondi si distrugge una megalopoli. Se, facendo gli scongiuri, questo massacro ha luogo, cosa succede subito dopo? Chi Accusiamo? Chi sono le vittime? Chi i carnefici? Tutti accusano tutti, e tutti muoiono come milioni di agnellini sono morti per colpa della Pasqua. Un rituale ben massificato dalla ignoranza e dai nazionalismi. Cosa c’è di nuovo in questo paradigma sovrastrutturale che ci inietta sangue infetto?
La propaganda becera e illusoria che mercifica la vita in cambio di polvere; la cultura del niente, del si salvi chi può in un bunker sotterraneo. Certo noi a Napoli abbiamo le cavità greco romane, e il Vesuvio che ci protegge dal malocchio. La “Monnezza di Stato” non va via se continuiamo ad avallare questo tipo di [s]democrazia senza precedenti. Oggi i nuovi totalitarismi si definiscono anime salvifiche. Alla fine di quest’assurda epoca della “libertà deviata”, dell’”informazione ballerina” e dell’ipocrisia legittimata, i veri innocenti non ci sono: il popolo ha paura e non sa cosa fare, i Governi non difendono la pace, gli assassini soccombono sparando, mentre si sterminano intere popolazione perché così si è sempre fatto. Con una differenza qualitativa che non ha precedenti nella storia dell’Umanità: nessuno può più dire, morte tua vita mia! [+blogger]
*Ho usato solo il titolo “Pasque di Sangue” per introdurre l’aticolo e non giudicare il libro scritto da Ariel Toaff.