Un donatore d’eccezione: padre Alex Zanotelli. Una somma di 83 mila euro che il padre comboniano ha regalato al Comune. Con quei soldi nascerà uno “studio medico e legale” per i senza dimora nell’ex Albergo dei poveri. E così il nome di Zanotelli – il prete degli ultimi, da sempre impegnato nelle battaglie per l’ambiente e i poveri – resterà per sempre legato a Palazzo Fuga. È stata approvata in queste ore dalla giunta di Gaetano Manfredi la delibera – su proposta del sindaco e dell’assessore Laura Lieto – con questa intestazione: “l’accettazione della proposta di donazione di 83 mila euro presentata da Alessandro Zanotelli con vincolo di destinazione per uno studio medico e legale nel Real Albergo dei poveri”.
«Da tre anni stavamo tampinando l’amministrazione – racconta al telefono padre Zanotelli – Per un progetto che ho in mente da più di dieci anni. Ci è voluta pazienza. Quei soldi li ho ricevuti dall’ex arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe e in parte dai francescani di Padova». L’Albergo dei Poveri è al centro di un intervento di riqualificazione atteso da decenni del valore di oltre 100 milioni, fondi Pnrr. Ospiterà i tesori non esposti del Museo archeologico di Napoli, una scuola di specializzazione di “restauro” dell’università Federico II, una grande biblioteca, uno studentato, oltre a spazi ricreativi, bar, si parla anche di un albergo.
Da anni Zanotelli è in prima linea perché sia destinata un’area del Palazzo alla sua vocazione originaria: era l’ex serraglio della città. E da più di dieci anni il prete aveva nella testa e nel cuore l’idea di un luogo per la salute e l’assistenza sanitaria dei più deboli. Di chi vive in strada. Sul lato di via Tanucci c’è già un servizio di docce per i senza fissa dimora. E in quell’area di Palazzo Fuga, il padre comboniano ha ottenuto uno spazio. «Sono 1500 metri quadrati – racconta Zanotelli – dove nascerà uno studio medico e legale. Se i vecchi Borbone avevano pensato al più grande edificio di Europa da destinare ai poveri, a cui insegnavano arti e mestieri, chi governa oggi almeno un pezzetto del grande Albergo doveva darlo agli ultimi».
È nel 2020 che Zanotelli è riuscito a raccogliere quei fondi per il suo progetto. Erano gli ultimi mesi in Curia dell’ex arcivescovo Crescenzio Sepe. «Alex, prima di andare via, ti voglio aiutare: tu sei il Vangelo vivente. Dimmi cosa posso fare…», furono le parole di Sepe. Al quale Zanotelli raccontò del suo sogno di uno studio medico e legale nell’Albergo dei Poveri. «I soldi te li do io», rispose subito l’ex arcivescovo. Da Sepe circa 60 mila euro. Poi altri 23 mila dai frati francescani di Padova, per un totale di 83 mila euro. A quel punto si è messa in moto la burocrazia. «Ho telefonato tutti i giorni in Comune», sorride Zanotelli.
Anche per una donazione è stato necessario preparare gli atti, formalizzare il progetto e approvare in giunta. Tutto è partito negli ultimi mesi della giunta de Magistris per poi riprendere il filo con l’attuale amministrazione Manfredi. A seguire l’iter e dare impulso al desiderio del padre comboniano, la capo di gabinetto del sindaco Mariagrazia Falciatore. Non è finita. «Dovremmo avere altre due stanze grandi – continua Zanotelli – per creare ulteriori spazi per i clochard con televisori, tavoli, un luogo insomma dove possono trattenersi. I soldi dovrebbe in questo caso metterli il Comune». [di Alessio Gemma, fonte Repubblica.it]