una solidarietà crescente

Avevamo iniziato l’anno 2020 con una solidarietà spaventosa. Rinchiusi in casa, per fortuna internet ci teneva compagnia, non passava giorno che il grande cuore degli italiani resisteva eroicamente al covid e a tutte le sue varianti. “Andrà tutto bene”, lo spot coraggioso che donne, bambini, uomini, infermi, ammalati, lussuriosi, ignavi, golosi e civettosi scrivevano ripetutamente sulle loro pagine social. I medici, gli infermieri, le forze dell’ordine, i politici, i pompieri, la protezione civile erano le vittime sacrificali di un distopico momento. Il  cambiamento sembrava essere l’unica ancora di salvezza. Si cantava e si suonava sui balconi, si rispettavano le distanze di sicurezza, tutti indossavano la mascherina e, per circa quaranta giorni, il lavoro venne fermato. Si parlava di crisi planetaria. I ricchi piangevano le loro perdite giornaliere, minacciavano di chiudere gli opifici e le grandi aziende battevano fallimento. Il Governo remunerò come poteva le perdite e diede a tutti seicento euro di bonus. Il disinfettante lucrava più dell’oro, qualcuno vendeva una bottiglietta di 100ml a trecento euro. Gli scaffali dei supermercati, per fortuna all’esterno tutti rispettavano la fila, erano vuoti; e man mano che si riempivano le confezioni di 500gm diventarono di 450, le bottiglie da un litro e mezzo passarono a 1,25l e una confezione di detersivo per i piatti, che costava solo 1 euro, aumentò a 1 euro e 50.  Fu l’inizio di una solidarietà crescente e impressionante. La crisi mondiale, in circa due mesi, aveva bloccato le frontiere anche se, chissà perché, la borsa non crollava.

Mentre negli ospedali del Nord Italia i più fragili morivano e i più coraggiosi giravano documentari, iniziarono ad essere pubblicati i primi libri sul covid e su l’infezione trasmessa da gli uomini. Per la prima volta nella storia dell’umanità, il mondo vedeva rinchiusi gli esseri umani e liberi gli animali. Finalmente una piccola rivincita che rovesciò la normale natura predominante. L’amata pulizia giornaliera doveva essere spiegata in diretta tv o streaming: “lavarsi le mani con acqua calda abbondante, disinfettare strofinando ad una ad una le dita e le unghie, asciugarle con cura e assicurarsi che nessuno possa toccarle”.

Gli assembramenti erano proibiti, anche se, chissà perché, i giornalisti facevano ressa sotto palazzo Chigi. Il nord era più assennato del sud, c’era più rispetto della legge, ma c’erano anche più ammalati. Si scontrarono due illustri medici, uno napoletano l’altro milanese, nella consuetudine della tradizione che vuole il nord contro il sud. Questa volta era il sud a vincere, e per il triangolo industriale non ci fu ragione. Così, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, nel silenzio più assoluto, chi disponeva solo del salario si vide dimezzare in un colpo la sua paga. Gli aumenti più che raddoppiati dei beni di prima necessità furono una mazzata dirompente ma non scalfì le basi di chi produceva. Nessun ricco diventò povero, nessun milionario si uccise, nessun miliardario si diede all’eremitaggio. Il denaro restò al posto suo, mentre fu normale pagare 500 o 600 euro al mese per otto ore di lavoro al giorno. Era sì reato una retribuzione così bassa, ma divenne abitudine e nessuno più ci pensò. [+blogger]    

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