la cultura sotto i piedi

Se tutto è inquinato in Italia?! Fenomeno da studiare, iniziato subito dopo la seconda guerra mondiale e con l’avvento dei liberatori americani. Troppo difficile sperare nelle colpe della democrazia cristiana, troppo facile accusare il sud di arretratezza e clientelismo, oppure di familismo amorale. Insomma, una società che, subito dopo il grande conflitto, ha progredito a passi di raccomandazioni, privilegi, scandali, condoni e inciuci vari. Non serve citare Tangentopoli, Parmalat e l’evasione di Valentino Rossi, basta vedere il film, “Le Mani sulla Città”, di Francesco Rosi per commentare che “I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce”. Il nostro paese, la nostra città, il nostro quartiere, stanno sopravvivendo ad una catastrofe annunciata precedentemente da Pier Paolo Pisolini e Gorge Orwell, ma peggio ancora da tutti quelli che in questi anni sono stati vittime degli abusi, delle incompetenze e della mala gestione della cosa pubblica. Oggi la spazzatura a Napoli, ieri le tangenti e l’abuso edilizio; e ancora: i reati di falso in bilancio, di evasione/elusione fiscale, la corruzione e la speculazione sul sangue infetto; dall’alto di un ex-capo di governo, fino all’ultimo membro di un consiglio circoscrizionale, la lotta serrata per bruciare le vite sbarcando rifiuti tossici in ogni parte di terreno dove l’humus ha infettato milioni di insalate, di mele, di patate scaricate nel primo supermercato di turno, sono solo alcuni esempi di un sfacelo entrato ormai a far parte di un circolo vizioso, paradossale, incapace di gestire e gestirsi. Oggi tutte le alternative fanno ridere: a Chiaiano la discarica funzionerà correttamente mentre si addita agli Stati Uniti o peggio ancora alla Germania come esempio di civiltà senza sapere che in questi paesi i termovalorizzatori stanno per essere smantellati. L’Italia, Napoli, il rione Sanità sono malati di una malattia che consuma lentamente i corpi della povera gente (per poi rigenerarsi sulle sue stesse infezioni), e di tutte quelle persone che la dignità ha baciato nell’attese di speranze, di sacrifici, di amore. [+Blogger]

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  1. Anonimo ha detto:

    Napoli, anzi, l’Italia fet’e munnezza avariata.

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  2. Anonimo ha detto:

    Spero ancora in un cambiamento che possa far del bene un po’ a tutta la collettività, un cambiamento radicale, partendo da una base di solidarietà comune. Questo blog è molto istruttivo ma su quest’ultimo articolo non sono molto d’accordo con il blogman quando parla di sottocultura. La cultura, quella buona, quella che ha scaldato gli animi di tanti giovani del G8, sia a Napoli che a Genova, di tanta buona musica di gruppi emergenti, di tanti onesti lavoratori che credono ancora nella giustizia, magari anche quella divina, sono in continuo conflitto con questo stato di cose e, credo, ancora troppo impotenti per poter far sentire la loro voce. La buona gente c’è ed è tanta, solo che è invisibile e per adesso piena di contraddizioni. Sono sicuro che se in qualche parte del mondo, e spero in Italia, nasca un altro CE, un altro Martin Lutrer King, un altro Ghandi oppure un altro Gramsci allora forse la “rivoluzione” scardinerà la quei pochi bastardi che mangiano ricchezza a danno della povertà. Antonio, il tuo blog è perfetto, ma io, tu, e tutti quelli che conosciamo, non ci siamo infettati per truffare negando la nostra esistenza. Io, tu e tutta quella brava gente dovremo fare tutto il possibile per uscire da questa eterna sconfitta. Io ci credo. Scusa lo sfogo ma proprio perché tu porti avanti questa attività non ho intenzione di leggere articoli di rassegnazione. Coraggio. (Pasquale )

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