specchio

E’ da qualche settimana che vedo in palestra un ragazzo, che per convenzione chiamerò Antonio, piuttosto basso, tarchiato, strabico e con la testa, in proporzione, leggermente più grande del corpo. Antonio ha una forza eccezionale, e usa la corda in una maniera magnifica; è bravissimo anche ad alzare i pesi e ad operare altri attrezzi. Spesso cerco di guardarlo senza farmi vedere. Qualche sera fa mi ha incuriosito un fatto. Vedendo diversi ragazzi che gli giravano intorno e lo ammiravano, Antonio dava sfogo delle sue capacità mostrando le sue attitudini e la sua bravura. La ressa ad un certo punto però è stata chetata dall’istruttore. I ragazzi si sono dispersi, ma io non riuscivo a togliere lo sguardo fisso su Antonio. Vedevo, attraverso l’espressione del suo sguardo, che la sua stima era quadruplicata, si sentiva che la sua soddisfazione era all’apice. Così continuava ad esibirsi da solo aspettando che qualcuno ogni tanto lo guardasse. E’ stato in quel momento che gli ho puntato gli occhi addosso, stava per riposarsi, ma vedendo il mio sguardo ha continuato fino all’estremo delle forze. Finito, gli ho sorriso come per dirgli bravo, lui sprezzante mi ha snobbato girandosi di spalle e continuando con gli allenamenti. Quando qualcuno si mostra interessato alle sue performance sembra non porre molta attenzione. In effetti questa è la cosa che più mi ha incuriosito: appena un suo amico o conoscente smette di guardarlo Antonio si esibisce in prove sempre più ardue cercando, senza farsi notare, l’attenzione degli altri, anche se con un po’ di vergogna nel momento in cui si rende conto che quest’ultimi hanno capito le sue intenzioni.
Mi è capitato di parlare con moltissima gente del rione, operai, artigiani, commercianti, tutti con lo stesso desiderio di essere riconosciuti “bravi”, degni del loro lavoro e delle loro capacità.
Il mostrarsi di Antonio è dato dalla sua paura di apparire e/o di non farcela. A lui il destino gli ha affibbiato un brutto corpo anche se cerca continuamente un riscatto. Alla gente della Sanità il destino invece ha assegnato una etichetta abbastanza vistosa cosicché tutti hanno la possibilità di giudicare senza prove o argomentazioni. Qualche giorno fa parlavo con un signore di circa quarant’anni che mi ha detto che alla fine non ne ha potuto più e ha incominciato a rubare senza condizioni e senza più sensi di colpa. Mi ha riferito che ha sempre lavorato, ma è stato così sfruttato, così umiliato, spesso non pagato e ricattato, che alla fine ha deciso di fare l’unico atto che gli dava realmente la possibilità di vergognarsi di se stesso. “Finalmente – mi ha riferito – ho fatto qualcosa che ha reso possibile un vero giudizio”. “Dopo tante accuse rivoltomi così ingiustamente adesso invece potrò sentire qualcosa di vero sul mio conto”. [+Blogger]

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    voi della sanità avete ideadi quanti imbrogli e di quanta gente a napoli ruba? e’ giusto, lo specchio serve a voi per guardarvi in profondità. ma andate a —-

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  2. Anonimo ha detto:

    per mostrare i veri “giudizi” bisogna non aver paura di dire la verità, di rispettarsi profondamente. è una caratteristica che non tutti possono avere nè sentire nel oro corpo Igor

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  3. Anonimo ha detto:

    bella la foto… igor

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  4. Anonimo ha detto:

    e’ strano ma una storia simile è capitato anche a me e ancora più strano che è successo proprio in palestra.. le coincidenze della vita. MASSIMO

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  5. Anonimo ha detto:

    la vita ci suggerisce altre vie per andare avanti e per resistere, resistere, resistere. tutti hanno pari dignità e tutti devono poter essere riconosciuti uomini persone anime. grazie a tutti. Pr B.

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  6. Anonimo ha detto:

    Ma per piacere…… andare a rubare per essere giudicato nella maniera giusta!!!! ragazzi ma la finite??!! con questo inutile e patetico buonismo!!

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