leanyse e sanità

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Ciao Blogger

Innanzitutto, complimenti per il blog, che ho visitato con un certo ritardo, malauguratamente, perchè ho trovato veramente tanti spunti interessanti. Ho letto il tuo ultimo post:non c’e’ solo critica, e’ questo che mi piace, ma anche molto ottimismo. Io però ho una domanda alla quale veramente non trovo risposta: non riesco proprio a capire se le istituzioni in Italia sono cieche di proposito, con lo scopo di voler risparmiare risorse e lavoro per i loro propri interessi o per un’altra oscura ragione di stato che ignoriamo, o se proprio sono ignoranti e incompetenti al punto di non riuscire a trovare soluzioni possibili??? Io vivo in Francia da 7 anni, ho avuto la possibilità di avere un lavoro, e nonostante la mia paga da impiegata, riesco a proiettarmi nel futuro e fare progetti (un lusso a quanto pare per i miei amici e familiari a Napoli). Ma soprattutto ho notato che in Francia c’e totalmente un’altra attitudine e forma mentis rispetto alla risoluzione delle problematiche sociali, nonostante tutti i limiti delle istituzioni Francesi (ghettizzazione, discriminazione, burocratizzazione eccessiva delle procedure). Per esempio è proprio nei quartieri più “a rischio” che si concentrano, parchi, palestre piscine, strutture di accoglienza e orientamento e il tutto finanziato con i soldi del comune e provincia e per questo accessibile a tutti! Voglio dire, non c’e’ mica bisogno di essere un sociologo o un urbanista per capire che se al posto del supermercato avessero costruito una piscina comunale questa struttura avrebbe permesso al quartiere di essere meno isolato (ci sono solo due piscine a Napoli e entrambe in quartieri “bene” della città), avrebbe dato ai giovani la possibilità di praticare uno sport, di canalizzare la loro aggressività, avrebbe dato ai meno giovani la possibilità di praticare un’attività fisica e di tessere nuove reti di amicizie. Insomma, dopotutto sarebbe stata solo una piscine, ma…. E questo e’ solo un esempio! Sono d’accordo con Abu Abbas, anche io stimo molto Paolo Barnard, e sono anche d’accordo con il tuo messaggio di fondo, quello del video “I moti spontanei”. ….L’ultima alternativa alla barbarie verso la quale l’indifferenza delle istituzioni ci sta trascinando è forse quella di liberarci dell’idea che le istituzioni sono lì e la loro funzione e’ quella di educarci e regolare la vita degli uomini in collettività? E’ forse la gente comune che deve educare le istituzioni che sono diventate nient’altro che lobby cieche ignoranti (o forse, peggio, esse sono furbe e spietate?). Grazie per la possibilità che il tuo blog mi ha dato per potermi esprimere liberamente. Leanyse [Fonte, vedi Commento “15 Agosto”]


Ciao Leanyse,

Intanto grazie per aver scritto e per i complimenti al blog. Naturalmente tu che vivi da 7 anni in Francia avrai avuto la possibilità di capire che il Welfare francese è molto differente da quello italiano. Qualche anno fa provarono a legalizzare i contratti atipici, come hanno fatto in Italia, ma gli studenti, gli operai di destra e di sinistra scesero in piazza e fecero cambiare rotta al governo francese. Questa vuol dire, in parte, partecipazione. In Italia è da più ti 30 anni che la gente non partecipa alla vita politica e quelli che lo fanno sembrano asserviti al potere legittimante. In realtà così non è. La tesi qualunquista degli italiani fannulloni e intenti al gossip ha una sua realtà se è paragonata al momento storico e di transizione. Anche durante la seconda guerra mondiale Napoli e gli americani facevano “affari”, affari di ogni genere. Anche quello era un momento di “immobilismo”: la povertà, la guerra, la mancanza delle istituzioni ecc, ecc. Come avrai avuto modo d leggere sono un sociologo e come tale non ho la possibilità di dare risposte, mi accontento di fare delle buone domande, come le tue e quelle di altre persone che scrivono e hanno voglia di contribuire e di essere parte integrante della storia. Oggi l’unico vero “Mammone” è la tv, ecco perché cito sempre Gaber e le sue elucubrazioni. Il “Mammone” non sposta le idee delle masse perché condiziona a tal punto, ma perché oggi i nostri interessi più che verso la politica sono rivolti ai gruppi di riferimento e questi, in grande linea, inglobano la ricchezza, il potere, la popolarità. Berlusconi, per esempio, è uno di questi soggetti ambiziosi che ha incarnato le aspettative e le attese di chi vuole essere considerato, di chi è “vivo” e vuole mostrare al sua realtà. Mi spiego meglio. Oggi il politico, ma questo non è solo una variabile italiana, è un Big dello spettacolo e passa molto più tempo in televisione e ha farsi “bello” invece di studiare realmente le situazioni di necessità e di benessere per la collettività. Il Pacchetto sicurezza varato pochi giorni fa è uno dei più terribili in termini di espulsione e di maltrattamenti. I contratti a progetto stanno uccidendo il lavoro e i lavoratori, le ronde territoriali hanno fatto arretrare di 60 anni la nostra nazione. Quasi tutti i giornali conservatori europei e non ridono e attaccano il Governo italiano perché troppo incompetente. La differenza tragica e comica allo stesso tempo sta nel fatto che mentre abbiamo bisogno delle Istituzioni per migliorare le nostre condizioni queste stesse Istituzioni le peggiorano e forse le condannano; e se da una parte la gente si considera e cerca di ovviare alle carenze dall’altra è sempre più rivolta verso un “Masaniello” che ripudia e ama le incongruenze e le legittima. Fintantoché continueremo a considerare così la democrazia (su quest’ultimo termine ci sarebbe molto da discutere), la confusione continuerà ad imperare indisturbata. [+Blogger].

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Abu Abbas ha detto:

    Ciao a tutti.
    siccome sono stato citato dalla nostra amica italo-francese, sono felice di dare il mio contributo alla discussione.
    da quanto ho appreso dalle mie (poche) conoscenze, posso dire che l'Europa ed in particolar modo la Francia sono ancora un esempio di tolleranza e di seria sperimentazione per l'integrazione multietnica, con qualche eccezione significativa per i futuri sviluppi anche per questi stessi paesi purtroppo. Negli USA in Messico, ed in altri luoghi del mondo assistiamo ad un fenomeno che possiamo definire di “urbanistica blindata”.
    Mike Davis, un sociologo americano, ha pubblicato un libro molto bello : “il pianeta degli slums” dove descrive, da un lato la ghettizzazione di miliardi di persone a livello mondiale (miliardi, avete capito bene) e dall'altra la blindatura di interi quartieri inaccessibili a tutti se non ai ricchi che ci abitano.
    (a tal proposito consiglio di vedere il film : la zona di rodriglo pla' del 2007 ambientato in messico).Ad esempio,Lagos, Johannesburg e Rio de Janeiro non hanno in comune soltanto l’espansione inarrestabile degli slum e delle baraccopoli. Condividono anche un altro fenomeno, opposto e speculare: quello della costruzione, in via di rapido aumento, di città-fortezza , vere e proprie enclavi all’interno delle metropoli, create a tavolino e realizzate da compagnie private che vedono crescere i loro profitti in modo esponenziale. In queste città blindate si trincerano i ricchi, attratti dalla prospettiva di un mondo perfetto provvisto di ogni comodità, al riparo dalla criminalità e protetto 24 ore al giorno da vigilantes. Ne stanno sorgendo ovunque, non soltanto nei paesi arretrati, ma anche nell’occidente opulento, dove il fenomeno appare più accentuato negli Stati Uniti e in parte anche in Francia.La proliferazione di queste communities e la crescita vertiginosa degli slum sono due facce della stessa medaglia, un’antitesi sociale che sempre più sta trovando una fedele traduzione nel tessuto urbano, ponendo un serio pericolo per l’integrazione sociale.La costruzione delle città blindate avviene non di rado con il beneplacito dei governi che, incapaci di arginare i problemi legati alla povertà, alla criminalità e al malcontento sociale, si sono arresi a questa logica dell’apartheid, in alcuni casi appoggiandola concretamente. Lo stato sta sempre più delegando i problemi del rinnovamento urbano alle grandi aziende che si occupano della costruzione e della gestione dei ‘residence’ fortificati, comportandosi come veri e propri stati nello Stato, redigendo regolamenti e stabilendo imposte. È esemplificativo il caso di Canyon Lake, in California (una della più grandi città private degli Stati Uniti, con i suoi tredicimila residenti), i cui abitanti hanno attuato una secessione in piena regola, proclamandosi indipendenti. Il problema non risiede nella legittima aspirazione degli individui a migliorare la propria condizione di vita; va ricercato piuttosto nella spaccatura aperta nell’integrazione, nei meccanismi di esclusione sociale e nella profonda frattura che ne consegue.
    Di questo passo faremo piu' o meno questa fine.
    se questo e' il futuro (e in parte lo e' gia') allora come dice una famosa canzone di lou reed “This is no time for Optimism/
    This is no time for Endless Thought/ This is a time for Action
    because the future's Within Reach”.
    Allah Akbar e che Allah ci dia la forza di reagire e di essere degni della sua misericordia.

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  2. Leanyse ha detto:

    Ciao Abu Abbas,
    grazie per aver dato tutte queste informazioni relative al fenomeno della 'ghettizazzione dei ricchi',ho visto il film che tu hai citato “la zona” (che e' ispirato ad una storia vera a quanto pare), un film allucinante che spiega in maniera esemplare fino a che punto la paura ossessiva del 'diverso' e del 'povero' spinge queste comunita' di ricchi ad un comportamento sempre piu' disumano. La tua citazione mi ha fatto ricordare un'altro film : “La notte dei morti viventi” di Romero,perche' dietro questo film , si nasconde una critica e una denuncia della divisione sociale che porta al disumano. (Romero era molto impegnato socialmente e politicamente) Gli Zombies sono lenti, brutti e cattivi , ma non sono veloci ne' furbi, non hanno armi , e si fanno fare fuori di continuo dai “buoni” ricchi a colpi di fucile. La casta ristretta dei “normali” ha un unico e solo incubo : quello di diventare Zombies e di scendere al rango dei brutti sporchi e antropofagi antagonisti.
    Fortunatamente in Europa non siamo ancora ad una ghettizzazione totale, e forse l'Italia non diventera' mai ghettizzata come le grandi citta' del Messico o del Brasile, ma quando si parla per esempio (scusate se vado dal generale al particolare con una manovra repentina)della sanita' unicamente come quartiere pericoloso, a rischio, se si sottolineano solo gli aspetti di cronaca nera,si crea un sentimento di paura che ghettizza il quartiere.E ghettizza anche i quartieri ricchi. Mi permetto di citare un esempio di mia memoria:quando il progetto della metropolitana napoletana si rese pubblico, una parte degli abitanti del quartiere Vomero fu presa letteralmente dal panico all'idea che gli abitanti di Scampia (un quartiere che evoca solo paura e idea di degrado) potessero avere facilissimo accesso al loro “quartiere bene”. Col senno di poi queste persone si saranno rese conto che la rete metropolitana piscinola-vomero-piazza Dante altro non ha fatto che facilitare la connessione da una parte all'altra della citta',di centinaia di migliaia di lavoratori e ci ha risparmiato ulteriore traffico e smog……

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  3. Anonimo ha detto:

    ciao a tutti vi segue sempre, Anna via s.m Antesaecula,

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  4. Anonimo ha detto:

    in francia le cose sono differenti, mentre in Italia tutto va storto. non è che i francesi sono immuni da critiche e da dicerie ma l'Italia in questo periodo fa ridere e piangere allo stesso tempo. comunque queste discussioni fanno solo bene anche se non servono a niente. Paolo

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  5. Anonimo ha detto:

    http://www.france-italia.it/
    buona visione

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