chi assiste…

Se volessimo parlare di assistenza ai disabili e di prevenzione verso i malati mentali potremmo stilare una lista con le inefficienze più proficue sia a livello nazionale che europeo. Nel sud poi sia gli ospedali che la burocrazia sembrano essere ai vertici dell’inutilità: poca sensibilità, poca professionalità, poco impegno da parte dei dirigenti, insomma in due parole: Mala Sanità. Ma è proprio smentendo questo discorso (della e dalla Sanità), che la UOSM della via S. M. Antesaecula, centro di igiene mentale, raccoglie sofferenti facendoli rivivere. E’ il caso di alcuni bravi medici che si battono per il diritto dei malati, per l’assistenza e contrari ad ogni forma di visita privata. E’ appunto la deontologia medica che molti si dimenticano appena laureati o fanno finta di non aver mai studiato. Il dr. Nicola Ponsillo è un medico che dedica parte della vita alla sua professione. Contro ogni forma di assistenza privata e spirito critico si batte, a suon di articolo sul suo blog, per difendere gli uomini le donne i bambini affetti da gravi malattie e abbandonati alla loro esistenza. Purtroppo molti medici approfittano dell’ingenuità altrui e delle urgenze, prescrivono cure che non hanno effetti e spesso sbagliano di proposito le diagnosi. È l’esatto disegno del film “Il Medico della Mutua” di Luigi Zampa con Alberto Sordi. “Se qualcuno sta malato va bene… se poi tutti stanno bene noi come viviamo”?Uno dei problemi più gravi mai realmente affrontato dalle istituzioni è la famiglia che assiste e che cura il malato. Il medio può anche fare del suo meglio ma i bisogni impellenti sono gestiti solo ed esclusivamente dai familiari. E’ il caso di citare una storia vera. Una paziente, madre di due figli, affetta da una grave forma di depressione acuta, immobile perché fisicamente debole, ha bisogno 24 ore su 24 di assistenza constante. I figli fanno quello che possono, ma gli “squilibri” mentali si ripercuotono anche su quest’ulitmi. Ammalati anche loro di fobie non hanno alternative che rinchiudersi a riccio nella spasmodica protezione alla madre. Gli equilibri si rompono giorno per giorno, le attese di un sorriso svaniscono nell’ultimo vomito della mamma. È la disperazione dei disperati. L’assistenza economica è blanda. La donna ha bisogno dei pannoloni e quando la vescica le si gonfia le urine escono come per battezzare le ultime attese. I fratelli si guardano… e giorno per giorno tirano le somme di una malattia senza tempo. L’irascibilità è quotidiana, in un attimo si vorrebbero uccidere ma poi la sostanza si plasma in amore. È difficile anche per noi capire queste realtà, se no vivi e non entri dentro la risposta sarà sempre la stessa: povera gente! La povera gente non ha più coraggio, non ha più voglia di gridare, non ha più voglia di vergognarsi. Quello che conta è dentro, nel desiderio di morire e di vincere la solitudine. Quello che conta è l’essere per creare le alternative alla paura. Nell’immediato la nostra non sarà né una domanda, né una affermazione, né una riflessione, sarà invece il silenzio a condannare le assurdità, la nostra sarà una preghiera che scende negli inferi e che tocca i traditori, la nostra sarà una [non]speranza: solo chi può permettersi di perdere la propria dignità avrà l’onore di servirla. [+Blogger]

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Leanyse ha detto:

    Verissimo!!! io ho avuto l'occasione di essere in cura per un problema di ansia -stress- attacchi di panico circa 10 anni fa e alla ASL di SM Antesecula ho trovato un personale efficientissimo, umano, professionale. Se sono qui in Francia, se ho girato mezzo mondo,é anche grazie alla loro equipe e al loro aiuto, considerando che prima di essere in cura avevo anche paura di uscire di casa!! Spero che si battino ancora e spero che restino ancora tutto con lo stesso spirito di giustizia e amore per il prossimo. E spero soprattutto che altre strutture di questo genere prendino esempio dalla loro forza e dal loro entusiasmo.

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  2. Anonimo ha detto:

    anche io mi sto curando con il dr ponsillo e devo dire che è un gran pofessionista. grazie. S.

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  3. Anonimo ha detto:

    Rischia una condanna penale per abbandono di persona incapace la moglie che se ne va in villeggiatura lasciando a casa da solo il coniuge anziano e non in grado di provvedere a se stesso.
    Lo ha stabilito la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione confermando la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Palermo ad una signora che era partita per le vacanze estive lasciando a casa da solo, in pessime condizioni igieniche, il marito anziano e bisognoso di cure.
    Il fatto era stato denunciato dal figlio della coppia, che aveva trovato a casa da solo ed in condizioni di grave degrado il padre. Il Tribunale di Castelvetrano in primo grado aveva condannato la donna per il reato di abbandono di persona incapace, e la condanna era stata confermata in secondo grado dalla Corte di Appello di Palermo.

    http://www.aipsimed.org/

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  4. Anonimo ha detto:

    Gli autori dello studio “Maintenance therapies in bipolar disorder: focus on randomized controlled trials”* confermano che il litio resta la pietra angolare della terapia di mantenimento per il disturbo bipolare (DB) nonostante l'utilizzo crescente di altri farmaci stabilizzatori, come il divalproex, la lamotrigina, la carbamazepina e gli antipsicotici atipici.C'è un consenso generale sulla necessità di abbinare, nei pazienti con forme resistenti e seguiti da molto tempo, più farmaci per mantenere la completa remissione sintomatologica.
    Questa affermazione è legata anche al fatto che litio è, nell’ambito del DB, il trattamento profilattico che presenta il maggior numero di studi e di dati in assoluto; tuttavia, la maggior parte di questi dati viene da studieffettuati molti anni fa che non hanno utilizzato metodi analitici che possiamo definire contemporanei. E’ molto importante valutare le reali alternative al trattamento con litio a causa dell’elevato tasso di non risposta alla monoterapia ed ai frequenti effetti indesiderati legati a questa terapia.

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  5. Carmela ha detto:

    anche mia mamma è stata curata dai medici della uosm e vi assicuro che ne è uscita bene. grazie a tutti

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  6. Anonimo ha detto:

    CIAO A TUTTI SEGUO CON IMPEGNO IL BLOG. UN SALUTO E GRAZIE. MARIO

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  7. Un Utente ha detto:

    Il 74% del personale infermieristico statunitense consiglia di visitare siti Internet dedicati alla salute ai pazienti incontrati in ambulatorio. Lo rivela un sondaggio targato Manhattan Research che dimostra quanto ormai sia diffusa l'opinione che il Web è una fonte attendibile di notizie e anche uno strumento terapeutico.
    Solo il 20% delle infermiere e infermieri interpellati (un campione di 1001 persone) dichiara di non raccomandare la visita di siti Internet dedicati alla salute, mentre il 6% non sa di cosa si sta parlando – gli altri dati del sondaggio. In media gli operatori infermieristici passano 8 ore a settimana su siti di questo genere per motivi professionali, un dato pressoché sovrapponibile a quello dei medici. Più dell'80% del personale infermieristico Usa dichiara di aver visitato una farmacia on-line o il sito di un'azienda farmaceutica o biotecnologica nell'ultimo anno.
    Fonti:
    – Taking the Pulse Nurses. Manhattan Research 2009.
    – David Frati, Il Pensiero Scientifico Editore, 04/09/2009, Yahoo Health

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