purgatorio sanità

Il rione Sanità, frontiera libera di uomini e cose, altro spazio di idee e malefatte, informazione ed etichetta sociale. Un luogo dove si intersecano operai, artigiani, piccoli commercianti, disonesti e ingenui. Gli operai della camorra muoiono per pochi euro di spaccio e di piacere. Le idee si confondono con i reality e la [non]informazione agisce reificando la realtà. Il sud del mondo concentra i suoi stereotipi: piazza sanità, via e vicoli, le numerose salite, i bassi e le case nel tufo ingiallito; tutto odora di un aroma inventato. È l’aroma della storia, della dignità celata, delle contrapposizioni, delle diatribe, delle unificazioni, delle passioni. Chi cammina per il quartiere cede il passo ai cavalieri elettrici, scooteristi impazziti di speranza e di oppressione. L’ultimo lavoratore con la sacca blu esce ogni mattina per sfamare anche il sesto e il settimo giorno della settimana. La donna, fulcro del luogo, reagisce con la forza e l’intelligenza, l’unica vera figura che ha la possibilità di “stralciare” la sua dignità per amore, per vocazione, per coraggio. Le idee nascono nelle mani degli artigiani, ma si confondono con la mitica storia che supera l’inverosimile. Le contrapposizioni sono ormai “fatti sociali”. La “doppia vita” ha le sue sfumature: chi si batte per un quartiere più vivo, chi tace per omertà e per paura. Eppure un referendum popolare chiedeva a gran voce che nel rione ritornasse la giustizia ed un comando di vigili urbani. Invece l’ennesimo risultato finanziario imprigiona l’inverosimile. L’economico ha invaso i campi del sapere, del sociale, del tradizionale, della realtà; esso ha rinchiuso la fattibilità, l’ingegno e la creatività. “L’inutile” sforzo di donne che lasciano le proprie abitazioni per dedicarsi ai senza fissa dimora, diventa l’ennesimo quadro di una non notizia, e se per caso viene citato in qualche articolo, diviene retorica di mamma coraggio pronta ad ogni cosa. Le donne della sanità sono stanche di lottare, di “correre e di rincorrere”, così come chi non “vede” storia oppure chi sente grave una cultura che apre le porte al prestigio e alla corruzione. La camorra fa i conti con l’attuale, lo spazio che intercorre tra i grandi camorristi e i piccoli operai criminali è spazio libero che prolifera e crea opinioni, lacerazioni e legittimità. Inutile anche le mille braccia di chi ama l’onestà, di chi vuole giustizia, di chi prega e bestemmia contro il servilismo e le raccomandazioni. Mentre la gente di piazza San Gennaro occupa un parco costato 1milione e mezzo di euro e tenuto chiuso solo per l’incuranza delle istituzioni, Gennarino da solo gestisce il parco degli Aranci alla via Cinesi senza che nessuno lo retribuisca, solo per amore della terra. Susy si batte per difendere le famiglie dei malati mentali, Peppe il bombolaro lavora 10 ore al giorno per 800 euro al mese, con moglie e figli da sfamare e crescere. Carmela chiede ad alta voce una sedia a rotelle per il figlio ammalato di epilessia, Giuseppe vuole aprire un centro culturale, Vittorio impreca ogni giorno contro chi parcheggia la propria auto in doppia fila, Lucia vorrebbe un asilo nido dove portare la figlia, Roberto chiede assistenza per il padre, Luigi vuole la differenziata, Marina insegna teatro ai diversamente abili, Nicola cura i malati come se fossero i suoi genitori. Sì, è vero, la differenza sta tutta qui. Qui si muore per camorra, si vive per onestà, si perde e si vince, qui il fallimento delle istituzioni, qui i politici che prima commettono reati e poi chiedono voti; qui, voi ch’entrate con le macchine fotografiche a immortalar una storia che non c’è e che non è mai stata riconosciuta. [+Blogger, Mauro Migliazza]

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    siete un po' troppo buoni con il quarteire, in effetti, dovreste isegnare un po' di più con lo scudiscio e la carota. questo luogo di Napoli, come dite voi, ricco di arte e di storia, è affogato dal qualunquismo settario della tv e delle televendite. lo dimostra il fatto che esistono molti centri abbronzanti, e molte pizzetterie che vendono a taglio. i piccoli commercianti sono salumieri e macellai. una piccola analisi che deve far comrpendere che non si investe in prodotti naturali o similari. so che non è una grande differenza ma le identità si stabiliscono anche grazie a queste differenza. perchè non c'è un cinema? eppure siete più di 60mila abitanti? perchè non ci sono almeno 3 uffici postali? perchè non ci sono scuole? eppure dovrebebro esserci. il rione santià è una città ma la responsabilità è anche di chi non parla, di chi vede solo la tv, di chi ascolta Giggi D'Alessio e Apicella. (N.A)

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  2. Leanyse ha detto:

    Sono d'accordo, io credo che una delle soluzioni possibili per dare voce alla gente che non ha voce in questo quartiere e quello dell' associazionismo. La gente deve rendersi conto che nonostante si compiano le azioni piu' nobili di questo mondo non si e' nessuno mai se le si compie da soli e senza un riconoscimento ufficiale. “Un uomo solo non vale nulla”, ma tante persone insieme che si uniscono devono trovare un modo per farsi ascoltare. Altrimenti restano anonime, altrimenti non esistono. Purtroppo siamo in un epoca in cui solo cio' che e' mediatico esiste. Alla sanita' esiste solo Gigi d'Alessio perche' lo si vede e lo si acclama sui giornali e in TV….Bisogna lottare con le stesse armi di chi denigra e di chi trasforma la realta'….credo che questa sia una triste ma sacrosanta verita'.

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  3. Susy ha detto:

    cara leanyse io sono del quartiere e ti assicuro che non ascolto d'alessio e apicella, e neanche le persone che consco, e ti assicuro sono tutti originari del rione, ascoltono o danno retta alla tv. l'associazionismo va bene ed è importante ma è altrettanto importante protestare anche se si è da soli, se si scirve e si urla, l'importante è non tessere l'autocelebrazione che è figlia dei notri tempi. se è vero che alla sanità c'è la camorra è anche vero che ci sono centiaia di famiglie oneste e umili…

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  4. Anonimo ha detto:

    Padre Giuseppe Rassello diceva sempre la Sanità è Santità…. Peppe

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  5. Leanyse ha detto:

    Sicuramente alla Sanita' ci sono tante persone oneste che lottano ma rispondete adesso a questa domanda: perche' queste cose non si leggono sui giornali?? Perche' nessuno lo sa? Se si mediatizzassero di piu' questi atti (in poche parole se si facesse un po' piu' di puibblicita')anche le istituzioni che sono di proposito cieche e noncuranti non potrebbero piu' fare finta di non vedere. Stimo tantissimo tutte queste persone, che con una grande anima si dedicano al quartiere, puliscono giardini, ridonano agli abitanti un parco rimasto chiuso per anni, aiutano i sensa fissa dimora, aiutano e sostengono i vicini in difficolta'…Solo che quello che bisogna reclamare sono i DIRITTI perche'allo stato fa piacere che le persone lavorino gratis. Perche' non si chiamano i media? I giornali, le televisioni, perche' non si chiede aiuto anche ad altri quartieri quando ci sono manifestazioni? I problemi del degrado, della criminalita' dell'uso improprio dello spazio pubblico e privato non sono solo problemi del quartiere ma problemi della citta'. Non ghettizzatevi da soli!

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  6. Anonimo ha detto:

    se ci uniamo è meglio per tutti. la sanità è viva e non si abbatte. non ci piegheremo al potere. franco

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  7. Anonimo ha detto:

    ciao ppppp

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  8. Anonimo ha detto:

    Via Casa PaUond dal Quartiere Stella

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  9. Anonimo ha detto:

    Xkè la Sanitàò non rinasce?è facile c'è ignorava voluta..consiglieri assessorri camorra ecc vogliono questo perchè l ignoranza è la cosa piu brutta che ci sia….Consigliri che proteggono ragazzini per far bacino di voti il monastero in quella zona…poi magari nelle precedenti elezioni hanno fatto promesse e ora hanno messo case all'interno occupandole..e questa son politici?le case le vogliamo..ma regolari….Lavorate Seriamente….

    Peppe

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