circumsanità

Altro giorno, altra corsa…superato il lunedì, lo scoglio principale per il rientro a lavoro, si ricomincia a correre freneticamente. E per essere al passo con questa frettolosa società anch’io corro…Corro e per un pelo riesco a prendere il treno previsto per le 8.07, che passa quasi “puntualmente” in ritardo di circa 10 minuti. Pieno di studenti, come al solito; scenderanno fra appena due fermate e forse riuscirò a sedermi. Intanto arriviamo a Pomigliano d’Arco. La linea della vesuviana incombe sull’area industriale della città: i capannoni aziendali un po’ alla volta diminuiscono; gli enormi parcheggi delle fabbriche che prima pullulavano di auto adesso sono semivuoti; e mentre l’insegna dell’Alenia Aeronautica sbiadisce, le strade di accesso agli stabilimenti vengono ristrutturate e si abbelliscono di marciapiedi nuovi di zecca e aiuole sempreverdi…


Di sera lo spettacolo è ancora più triste: quello che una volta era luogo di ritrovo di coppiette ansiose di scambiarsi effusioni ora è una landa desolata, piazza d’affari per qualche prostituta in cerca di più fortuna degli operai della Fiat. Il treno avanza e poco più avanti si scorge appena dai finestrini un’area abbastanza grossa che assomiglia molto a un campo di calcio, ma dentro non vi sono né giocatori né palle al centro, solo montagne di rifiuti, perennemente innaffiate da docce profumanti. D’estate è quasi impossibile uscire all’aperto per chi lavora in quella zona: il cattivo odore costringe a rinchiudersi tra quattro mura nonostante le temperature torride. Ma tutto questo è fuori dal treno…dentro è un’altra storia. Si parla ancora del Napoli, si parla ancora delle performance al festival di Sanremo, mentre un improvvisato chitarrista sfoggia il suo repertorio dalla canzone classica napoletana.

Pomigliano con le sue gioie e i suoi dolori si allontana…anche la mente comincia a correre, fin dove il signor De Luca si impegna nella sua dottrina elettorale diffamando pubblicamente chi da anni lotta per una gestione corretta del riciclaggio di rifiuti e poi pubblicamente loda quella stessa persona. La mente corre fino a dove sedicenti imprenditori si appaltano le vite di migliaia di aquilani, o dove le ruspe eliminano ciò che rimane degli immigrati cacciati da Rosarno, mentre altre ruspano deturpano altri lidi, per costruire il paradiso mai goduto di un G8 fallito. E mentre sui giornali scorrono fiumi di parole per questa Italia “amore mio”, sulle nostre teste e sulle nostre bocche fiumi di neve e fango. [sara la pendolare]

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    credovo proprio che non sarebbe più tornata questa rubrica. temi freschi per i signorotti di turno adesso con belle facce, sentono e ridono con tutti, promettono e si impegnano sulla parola, parola di chiachielli.

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  2. Anonimo ha detto:

    ok, tutto bene:

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  3. Salvatore ha detto:

    continuano ad essere giochi di potere e di relazioni perverse. gli oeprai di pomigliano non saranno più reintegrati purtroppo questa è la dura realtà questa è l'italia piagnona.

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  4. Anonimo ha detto:

    Viva Napoli, viva la sanità, Viva il sud. sto in una città del nord fredda e piena di nebbia, ho nel cuore la grande città partenopea ne sono fiero delle sue bellezze. Arsenico

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  5. giuseppe ha detto:

    Questa zona è piena, zeppa, di abusivi e di abusivismo edilizio. potreste scrivere anche di questo, “anomalia” di un sud che ormai sta scoppiando.

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  6. fabio ha detto:

    anche a me tocca quest'argomento, prendo spesso la vesuviana per lavoro e devo dire che queste cose sono tutte vere. poca pulizia, poca tolleranza e molta ignoranza.

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  7. rICCIO ha detto:

    AIUTO SALVIAMO LA VESUVIANA, COMUNQUE è SEMPRE PUNTUALE PER ME VA BENE

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  8. Carol ha detto:

    cara la mia vesuviana ma come ti maltrattano. un pensiero per gli utenti: se la prendete non rimanete in piedi potete rompervi la testa.

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  9. Paola ha detto:

    un modo come un altro per viaggiare, per me è molto comoda, poi forse sarà l'ora, sarà per quando la prendo leggo senza farmi interrompere, ma non vedo tutto questo sfacelo.

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