per le strade…

Non votare chi sporca il nostro quartiere, la nostra città! Stanotte mentre tornavo a casa ho visto almeno cinque squadre di attacchini che preparavano colla azzeccando manifesti sui manifesti, di mira soprattutto la basilica di santa Maria della Sanità, poi sotto il ponte, sulle pareti dei palazzi, della scuola, sui muri… tutto questo mentre L’AMIANTO su Corso Amedeo di Savoia si sbriciolava di continuo, fuoriusciva dalle buste nere dell’immondizia, volteggiando nell’aria, per le strade, per le vie, i vicoli… Una LOTTA senza quartiere, una lotta dei poveri, degli onesti, dei lavoratori che domenica e lunedì andranno a votare per eleggere l’ennesimo qualunquista, l’ennesimo giudice sputa sentenze, l’ennesimo truffatore. Qualcuno ci aveva detto che non dovevamo accettare questi uomini, invece il quartiere è pieno di bandiere, e stendardi attaccati alla finestre, lungo la via Vergini, via Sanità fino alle Fontanelle.

In realtà molte persone del rione distribuiscono volantini elettorali, molta gente del quartiere invitano a votare questo o quello, a preferire la destra o la sinistra, a parlare del buono e del cattivo. Ma quando le speranze sono così vaghe, così labili, così imperfette, quando un lavoratore, un impiegato non sa se a fine mese riceverà il salario, allora il bisogno capovolge le aspettative, le illusioni, le condizioni.

Facile accusare, dire che nel dna dei cittadini del rione c’è sangue infetto, sangue putrefatto e criminale. Non ha senso. Alex Zanotelli ha vissuto per circa 12 anni sopra una discarica a Nairobi, aiutando i poveri che ogni giorno facevano ressa per un pezzetto di alluminio, per una bottiglia di plastica, una mazza di legno, un po’ di chiodi… eppure ha rischiato di morire, ha rischiato che la stesse gente che voleva aiutare gli si rivoltasse contro, la malavita non voleva che un padre comboniano restasse lì per aiutare, per fare aprire gli occhi a quei poveri diseredati da dio, dalla chiesa, dal mondo occidentale, dalla terra.

Basta distribuire 100 euro per nascondere le vergogne. Il bisogno è una prerogativa indispensabile, un padre può fare qualsiasi cosa per salvare un figlio, una madre perderebbe la propria dignità, il proprio onore per il suo bambino. Sulla povertà, sul bene, sulle condizioni atroci noi giochiamo ad essere vili, ad essere sporchi, giochiamo sulla malattia, sul lavoro, sull’inquinamento, sulla disperazioni. Viviamo in un epoca di non senso, dove sempre le stesse persone ci guardano, di consigliano, ci coccolano e ci illudono. Chi realmente lavora, chi si impegna per una causa, chi fa il volontario per amore, per onestà, per passione non ha storia, non ha liberà, non ha parola. [+blogger]

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Oreste ha detto:

    li ho visto anche io ieri notte intorno all'una. mi sembravano le squadre della “morte”, mi hanno fatto pensare alle ronde leghiste.

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  2. Anonimo ha detto:

    questo è un modo come un altro per far guadagnare.. noi siamo abituati a vedere le cose con un po' di illegalità, è una questione che ormai e vecchia quanto il mondo, tutti noi siamo pronti a cambiare a parole, ma poi nei fatti nessuno realmente è pulito.

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  3. Anonimo ha detto:

    infatti….

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  4. Anonimo ha detto:

    tra poche ore si va a votare, queste elezioni possono sembrare scontate, il PDL dovrebbe prendere la presidenza della regione, qualche mese fa c'erano forse 20punti percentuali di scarto, ma adesso con le assurdità della presentazione in ritardo delle scehde, con le firme false, mi sa che qualcosa abbia scricchiolato. ancora più pregnante è il fatto che tutti siano un po' scocciati di sentir parlare sempre di Berlusconi e maidi programmi, di fatti, di cose da fare…

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  5. Anonimo ha detto:

    …infatti

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  6. 1 ha detto:

    vota ANTONIO, vota ANTONIO………

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  7. Anonimo ha detto:

    ATTENZIONE…

    casino nel rione, i soliti ignioti che all'entrata delle scuole ti vogliono rifilare il voto.

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