sputa sentenze

Come siamo bravi a sputar sentenza, bravi a scrivere senza firmarsi, come se la faccia fosse un optional buona solo per trangugiar traguardi. Ma la questione degli alberi della Sanità sprofonda su facebook, povera chi invece non sapendo che la questione diventasse pubblica si trova a dover confondere le idee di molte persone.

Internet a volte è una lama a doppio taglio, anche se stavolta chi non vuole farsi sentire si firma anonimo. Qualche coraggioso, apprezzato molto dalla redazione, si mette in discussione, commenta, litiga e critica anche il blog. Molti però che sono stati invitati a scrivere, chi sa perché, non presentano il loro conto in termini di “grafica” o altro. È la solita minestra del cane che si morde la coda. Allora se qualcuno scrive, a volte anche sbagliando, si trova ad essere più coraggioso di chi butta la pietra e nasconde la mano. Questa è un questione di stile ma che non tutti percepiscono, spesso chi ha voglia di parlare tace per viltà o per presunzione.

Un blog nasce per la libertà di sentire, di scrivere anche delle assurdità, poi tocca a chi di competenza sdrammatizzare o correggere se tale scritto offende o denigra. Ma scrivere e poi non firmare equivale a sputare in cielo. Naturalmente questo non significa che il blogger toglierà l’opzione anonimo, se un invisibile ha voglia di sputtanare qualcuno che lo faccia pure, tanto la questione non si pone, l’invenzione è pur sempre un’”arte”. [+blogger]

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