il blog del rione sanità
Mentre attorno alla vicenda di Sakineh si è realizzata – sia pur tardivamente – una vasta mobilitazione, la storia di Teresa Lewis – che potrebbe presto essere la prima donna condannata a morte in Virginia dopo quasi un secolo, nonostante i suoi gravi problemi mentali – sembra confinata in sordina fra i tanti appelli contro la pena di morte negli Stati Uniti. Ma non bisogna avere paura di alzare la voce contro la pena di morte, anche negli Stati Uniti, proprio perché sono una grande democrazia e un Paese a noi tanto vicino. Inutile dire, poi, che nei confronti di Teresa Lewis c’è anche una palese violazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Ma non c’è bisogno di cercare solidarietà facendo leva sulla disabilità mentale. È solo un’aggravante cinica e spietata.