vieni via con me

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Ciao Roberto, sento l’esigenza di scriverti per dirti grazie, mi dai il coraggio e la forza di non piegarmi ad una città dimenticata dai suoi stessi cittadini. Ogni giorno, percorrendo le strade di Napoli mi viene voglia di allontanarmi, di fuggire da una realtà triste e qualche volta l’ho fatto, ma poi son sempre ritornata. Sono sicura che parole come le mie ti avran bombardato da tempo ormai, ma io voglio abbattere comunque il muro del silenzio e sono qui a scriverti perché lo sento e perché le parole arrivano al cuore. Questa sera ti sento vicino, con il cuore sono con te, non so spiegarti il perché di tutto questo, so solo dirti che è cosi, forse perché tue parole mi sono entrate dentro così forte che sento l’esigenza di esternare questi miei pensieri.


La solitudine che a volte ti prende è una strana e perversa forza che ti fa andare avanti nonostante tutto, perché ci sono quegli sguardi, quelle luci di speranza che di tanto in tanto si pongono innanzi ai tuoi occhi e ti fanno capire che la vita è bella, che c’è chi ti ascolta, che c’è gente come te in qualche parte del mondo che non aspetta altro che essere visto dai tuoi occhi. Quando dico gente come te, intendo gente simile a te stesso oltre che gente come te Roberto ovviamente. Vedi le parole a volte si prestano a dei giochi come in questo caso, ma è come dici tu, è la loro forza che le fa vibrare. Provano con te ad insinuare il dubbi, ma la forza tua è proprio questa andare avanti e non piegarsi. Sai io mi identifico con la gramigna, dura a morire, ricordi chi diceva che CHi NON HA PAURA DI MORIRE, beh sarà cosi anche per te.

Io ho paura della morte, ma so che le mie parole andranno avanti ,che il mio ricordo ci sarà, sebbene non abbia piantato nulla nelle coscienze del mondo, so che le ho piantate dentro me e in chi mi circonda. Io ho un vivissimo ricordo delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio e sapessi quanto ho pianto questa estate quando qualcuno al telegiornale insinuava che le agende rosse di Borsellino fossero agende comuniste, insinuando il dubbio nelle persone che non erano presenti in quegli anni e che non sanno che quel colore era un semplice caso e non un colore politico.

Infangare è questo il termine giusto, però c’è un proverbio che dice L’OFFESA DEL FANGO NON SPORCA, per cui sta a noi gente comune a non farci sporcare e a non far sporcare persone che si sono battute in nome dell’onestà e della libertà. Buona notte occhi scuri e brillanti, il nero dei tuoi occhi è come il buio delle stanze in cui vivi, ma ricordati che la luce della tua anima le illuminerà sempre. Notte magica poesia di un mondo lontano e vicino alla mia anima, notte che tu possa, almeno nei sogni, essere libero e riassaporare quella libertà che ti han tolto ma che chi ti ama ti restituisce… un bacio. [Rosaria Uglietti]

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    ieri il discorso di Saviano mi è piaciuto rispetto a quello fatto la settimana scorsa. In effetti non che la macchina del fango sia sbagliato, ma mi è sembrato un discorso finiano, avvalorato dal fatto che ieri è stato invitato. meglio ascoltare Saviano quando parla di mafia.

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