veleno dalla lombardia

L’ITALIA non ha la pena capitale, ma potrebbe presto contribuire attivamente a uccidere condannati a morte, a dispetto delle nostre leggi, dei comandamenti cristiani, della morale cattolica. Un’azienda farmaceutica con base vicino a Milano, la Hospira Spa è stata incaricata di produrre Sodium Thiopental. Si tratta dell’anestetico utilizzato per le esecuzioni con iniezione letale negli Stati Uniti. Da gennaio la società milanese, sussidiaria di una multinazionale americana, dovrebbe esportare la sostanza negli Usa, che ne sono rimasti a corto e non possono più giustiziare nessuno con questo metodo, usato in 35 Stati su cinquanta, finché non riceveranno nuove dosi. A scoprire questa “Italian connection” è stata Reprieve, l’organizzazione umanitaria britannica che si batte contro la pena capitale e la tortura in tutto il pianeta, e che ha anticipato a Repubblica l’appello inoltrato questa settimana all’azienda milanese.

L’iniezione letale è un micidiale cocktail di tre sostanze, una delle quali è un anestetico dalle caratteristiche particolari, il Sodium Thiopental appunto, che dovrebbe garantire di uccidere i condannati “con gentilezza”. La Hospira Usa, l’unica compagnia americana che produceva questo farmaco, qualche mese fa ne ha interrotto la produzione per problemi nel suo stabilimento negli Stati Uniti. Ben presto, i penitenziari dei 35 stati che compiono le esecuzioni con tale sistema sono rimasti senza anestetico. A quel punto hanno disperatamente cominciato a cercarlo altrove.

Lo stato dell’Arizona, per esempio, il mese scorso se ne è procurato un quantitativo prodotto da un’altra azienda farmaceutica in Gran Bretagna, ma la Corte Suprema dell’Arizona ha temporaneamente bloccato un’esecuzione, non avendo garanzie che il farmaco inglese avesse le stesse qualità di quello prodotto in America, ovvero permettesse una morte “senza atroci sofferenze”. La condanna in questione è stata poi ugualmente eseguita, uccidendo Jeffrey Landrigan, nonostante i dubbi sull’anestetico e nonostante il giudice che lo aveva riconosciuto colpevole si fosse dichiarato pronto a un ripensamento di fronte a nuovi elementi sulle circostanze del delitto di cui era imputato.

Ma nel frattempo Reprieve (il nome significa “sospendere”, riferito alla pena di morte, tra i patroni dell’associazione figurano personalità come lo scrittore Alan Bennett, l’attrice Julie Christie, l’architetto Richard Rogers)) ha fatto causa alla ditta britannica, come ha scritto il Guardian, chiedendo che venisse vietata la vendita del farmaco negli Usa in base a una legge europea (EU Council Regulation 1236/2005) che definisce illegale l’esportazione di prodotti “utilizzabili per la pena capitale, la tortura o altri trattamenti crudeli e inumani”. A quel punto, pur di mandare avanti lo stesso la fabbrica della morte, lo stato dell’Oklahoma ha proposto di usare un anestetico usato comunemente dai veterinari per addormentare gli animali. Serviva però una soluzione più a lungo termine. E così Reprieve è venuta a sapere che Hospira ha affidato alla propria sussidiaria italiana, la Hospira Spa di Liscate, in provincia di Milano, la produzione di Sodium Thiopental da destinare ai penitenziari americani, almeno fino a quando la produzione non riprenderà negli Stati Uniti.

“Non solo, abbiamo scoperto che la fabbrica milanese è stata già usata in passato per questo scopo”, dice a Repubblica l’avvocato Clive Stafford Smith, direttore di Reprieve, uno dei difensori dei diritti umani più famosi del mondo, autore di decine di mozioni contro la pena di morte e la tortura, dalle carceri degli Usa fino ai detenuti di Guantanamo. “Ora ci sono due modi per bloccare questa iniziativa. Il primo, il più semplice, è una decisione volontaria di Hospira Spa di fermare la produzione del farmaco o di impedire che venga esportato negli Usa per le iniezioni letali. Il secondo è che il governo italiano emetta un bando all’esportazione di questo anestetico”. Livia Firth, ambasciatrice di Reprieve per l’Italia, ha scritto ieri una lettera a Francesco Colantuoni, amministratore delegato di Hospira Spa, per chiedergli un incontro: “Siamo sicuri che non vorreste facilitare le esecuzioni, e soprattutto non in Italia, ove la lotta contro la pena di morte è particolarmente forte”, afferma la lettera. “La vostra ditta può evitare lo scandalo di essere direttamente coinvolta nella pratica barbarica della pena di morte”. [Enrico Franceschini – Fonte: La Repubblica.it]

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Antonio ha detto:

    L'Italia è una fabbrica di normalità dove le cose stupide vengono menzionate, scritte, pubblicizzate, e le cose serie come questo post, ricoprono appena le ultime pagine dei quotidiani e neanche una parola da parte dei tg regionali o nazionali. Questo è l'Italia che ci aspetta, queste le assonanze, chi in un modo o chi in un altro, sempre la stesa merda. Stiamo vivendo l'apocalisse, la distruzione del buon senso, della lungimiranza, e della organizzazione. Stiamo agli albori, alla crisi parossistica, siamo alle culmine di una cinica realtà

    Mi piace

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