scoglio di mergellina

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…perché la nostra non è una famiglia? I miei figli non sono miei figli? Il mio lavoro non è mio lavoro? L’amore che io provo è diverso da quello che provi tu? Non sento freddo? Non sento caldo? Forse non ho passioni e aspettative? Non provo forse anche io la gioia, i dolori, le ambizioni, il coraggio, le paure, i rimpianti, la malinconia, la noia, la felicità …?

Ma per essere considerato sono costretto a salire 20 piani, usciere sul terrazzo e urlare. Quando poi m’accorgo che sotto non c’è nessuno mi rendo conto che anche chi strilla non deve sentir dolore. Se poi penso di farla finita mi vergogno perché credo che la morte faccia schifo!

Ottocento euro al mese che diventano seicento, cinquecento, quattrocento. È la spoliazione della miseria, è la vendetta della immaginazione: non puoi e non devi permetterti di immaginare! Sotto c’è: una camionetta dei pompieri, una auto della polizia, un gommone aperto. Se volessi farla finita quel gommone non servirebbe ad un cazzo!

“Da via Posillipo il mare divampa di luci riflesse, dolgono gli occhi ai pesci, un turista che percorre la litoranea in carrozza non vede i cenci che respirano sul marciapiedi ma scorge distintamente gli scheletri delle sirene che si rivoltano nelle loro tombe di sabbia. Voi dite a Napoli Quanto sei bella, e Napoli è perduta. [+blogger – il virgolettato è tratto dai un capitolo del libro “L’Oro di Napoli”, Scoglio di Mergellina di Giuseppe Marotta, ed. BUR]

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. 7 ha detto:

    che vergogna! come si fa!

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  2. Anonimo ha detto:

    Tagli ai lavoratori: sulle tasse, sulle imposte, sulla pensione, su chi ha la prima casa, poi della Patrimoniale non se ne vuol sentir parlare: giusto una tassazione progressiva è impensabile per L'ITALIA.
    Faranno una legge che mantiene la ricchezza dei ricchi, A proposito, Mario Monti è ricchissimo, come potrebbe tassare ancora di più il suo patrimonio e quello di Berlusconi, ecc ecc?

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  3. Rosy ha detto:

    eh eh, ci risiamo? i guai non finiscono mai e soprattutto quelli di chi lavora con onestà

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