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  1. Drik ha detto:

    Purtroppo lo chiuderanno e le protese e le oltre cinquemila firme andranno dimenticate subordinando gli interessi privati a quelli pubblici.

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  2. ansa ha detto:

    Sanita':protesta a Napoli,'impacchettato' ospedale s.Gennaro

    (ANSA) – NAPOLI, 27 NOV – Hanno 'impacchettato' l'ospedale con grandi striscioni in modo da ''non far scappare via il pronto soccorso''. E' la nuova singolare manifestazione, in corso questa mattina, dei comitati civici del rione Sanita' a Napoli che protestano contro la trasformazione del Pronto soccorso dell'ospedale San Gennaro in Servizio di primo soccorso per le urgenze territoriali (Psaut). (ANSA).

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  3. La Repubblica ha detto:

    LA PROTESTA

    Impacchettato l'ospedale San Gennaro contro la chiusura del pronto soccorso.

    Singolare manifestazione dei comitati civici del rione Sanità. Il perimetro cinto da striscioni. E intanto prosegue anche la raccolta firme. Stamattina avrebbe aderito anche il sindaco De MagistrisHanno 'impacchettato' l'ospedale con grandi striscioni in modo da “non far scappare via il pronto soccorso”. E' la nuova singolare manifestazione, che si è svolta stamattina, dei comitati civici del rione Sanità che protestano contro la trasformazione del Pronto soccorso dell'ospedale San Gennaro in Servizio di primo soccorso per le urgenze territoriali (Psaut).

    I manifestanti, circa una trentina, hanno cinto il perimetro dell'ospedale con degli striscioni su cui è scritto 'Vergogna', 'No al primo soccorso' e 'No alla chiusura del pronto soccorso, la salute è un diritto'. Si tratta della prima di altre azioni in programma, dicono i rappresentanti dei comitati: “Ne faremo una al giorno”.

    E intanto prosegue anche la raccolta firme che ormai ha raggiunto quota 5000, compresa, annuncia il consigliere della III municipalità, Francesco Ruotolo, quella del primo cittadino Luigi de Magistris che avrebbe firmato proprio questa mattina.

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  4. Anonimo ha detto:

    Il comune di Napoli ha detto che presenterà un piano “speciale” per la sanità Napoletana, cercando una alternativa valida alla chiusura dei tanti pronto soccorso… Speriamo bene che sia valida ed efficiente.

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  5. Anonimo ha detto:

    L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca! L'ospedale non si tocca!

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  6. La Repubblica ha detto:

    Pronto soccorsi allo stremo
    ambulanze ferme in ospedale
    Situazione critica nei principali ospedali della città. La denuncia del sindacato degli anestesisti e rianimatori. All'origine dei disservizi la chiusura dei servizi di emergenza dell San Gennaro, Cto, Incurabili e Annunziata
    L'ingresso del pronto soccorso dell'Annunziata durante le proteste contro la chiusura
    E' caos ambulanze a Napoli. Alla base del disservizio ci sarebbe un effetto a catena che parte dai pronto soccorso affollati che non riescono ad accogliere nuovi pazienti arrivati con il servizio d'emergenza. Le ambulanze, a loro volta, sono costrette a restare parcheggiate per ore in ospedale finché non trasferiscono i pazienti dalla lettiga dell'automezzo alle barelle degli ospedali. E intanto le altre chiamate in città restano in attesa.

    A denunciare la situazione è il presidente regionale dell'Aaroi-Emac (sindacato degli anestesisti e rianimatori) e direttore responsabile della Centrale operativa regionale e territoriale, Giuseppe Galano. “Situazioni di emergenza – dice Galano – che mortificano le tante eccellenze del nostro sistema sanitario”. Secondo il direttore, solo questa mattina, delle 19 ambulanze del servizio di soccorso, 7 sono rimaste bloccate per circa 3 ore e mezzo: 3 al Loreto mare, 1 al Cardarelli, 1 al San Giovanni Bosco e 2 al San Paolo.

    Una situazione che, dice Galano, si ripete tutti i giorni per un motivo semplice: con la chiusura dei pronto soccorso di C.t.o., San Gennaro, Incurabili e Annunziata e il ritardo dei lavori all'Ospedale del mare, gli altri presidi, in particolare Cardarelli, San Giovanni Bosco e Loreto Mare, sono letteralmente presi d'assalto. Le barelle nei pronto soccorso sono tutte piene e i nuovi arrivi restano sulle lettighe delle ambulanze bloccandone quindi la partenza. “Alcuni sindacati – dice Galano – per decongestionare i presidi, hanno proposto di trasformare il Cardarelli in ospedale solo per emergenze. Questo però svilirebbe l'importanza del primo ospedale del Sud Italia già colpito da tanti tagli, come nel caso dell'eccellente reparto di Endocrinologia”.

    Servono nuove soluzioni, spiega Galgano. E data l'emergenza, servono con una certa rapidità. “Temporaneamente – conclude il presidente dell'Arooi-Emac – gli ospedali senza pronto soccorso dovrebbero dare la disponibilità dei loro posti letto, ma nessuno lo fa mai perchè non fermano le loro liste d'attesa dei ricoveri”
    (12 gennaio 2012)

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