cartesio il cartonaio

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Il bando è passato, Cartesio non ce l’ha fatta a vincere la raccolta del cartone. Per sole 25 euro in meno un’altra azienda appaltatrice si è aggiudicato il bando. Oltre un anno di sperimentazione, cinque dipendenti (disoccupati) del rione Sanità, raccolta porta a porta con un incremento di oltre l’80%. Ma Cartesio voleva essere di più di una semplice cooperativa, voleva ridurre i costi e far lavorare chi ne aveva veramente bisogno. La logica in parte era il no-profit, come l’ impegno e l’unione per sostenere in primis l’ambiente. Ora cosa ne sarà dei cinque lavoratori?

Forse sono di parte?, Cartesio è nato anche grazie alla rete Sanità. Come ogni cosa che non ha una logica specifica nell’espressione economica in questo determinato periodo non ha senso né consistenza. Un po’ come il Tuttogratis alla Sanità: non ci sono politici, né banche né magnati a sostenerlo, ecco perché non è mai stato realizzato. Ma il “sacrificio” di qualcuno può essere d’esempio?  Ancora una volta il periodo di cui sopra ci viene d’aiuto: esso è chiamato fallimento, inconsistenza, fuori luogo, siamo il numero due che viene sì prima del tre ma c’è sempre un uno disponibile e capace, capace di dare di più, per fiuto e valore.

Cosa fare ora?, mollare tutto perché l’ennesimo progetto è fallito? Allora la rete Sanità dove sparire prima di nascere, perché senza finanziamenti di grosse ditte private, senza prendere soldi pubblici né di banche, ogni iniziativa è destinata a morire. Questa invece secondo me è proprio la logica che spezza una volta per tutte le redini dell’economia scellerata. Dobbiamo comprendere che le cose possono essere fatte anche senza soldi, senza tornaconti, senza spreco. È difficile, saremo abbandonati da molti per necessità ma qualcuno deve pur dare l’esempio: prima o poi qualcosa andrà per il verso giusto. Creare lavoro per la sussistenza e non per il surplus, lavorare di meno per vivere di più con gli altri, per vivere di più con la vita e con la natura.


Adesso non importa se e come faremo, adesso importa non far perdere lo stipendio ai cinque dipendenti. C’è pure un’altra ragione che ci preme: i pochi responsabili di Cartesio hanno speso singolarmente una somma, somma che non è mai stata recuperata. Bisogna avere il coraggio di provare ad uscire dalla logica dell’arricchimento. La natura ci ha donato la vita e con essa la libertà. L’eccessivo guadagno economico, la guerra e la sopraffazione, sono figlie di un’epoca che ha distrutto parte del pianeta, ha distrutto intere civiltà e se stesso. Cartesio vive. Grazie. [+blogger]

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    Il giorno 08.05.15 il blogger di quartiere sanità parlava tanto male di questo progetto, di seguito il testo.”Qualche giorno fa ho letto sulle pagine de “Il Mattino” che il parroco della basilica di S. M. della Sanità, in accordo con il COMIECO e il comune di Napoli, ha firmato un protocollo d’intesa per la gestione della carta e del cartone, progetto sperimentale che fa ben sperare per una raccolta dei rifiuti più sostenibile. Anche se non mi spiego come l’accordo sia stato fatto visto che la legge lo vieta. L’unica società a gestire i rifiuti a Napoli è l’ASIA, non c’è possibilità di raccogliere i rifiuti, raccogliere i rifiuti è un reato. Ma se così non è, e se come ritengo, sia giusto che i cittadini aiutino chi di competenza a raccogliere l’immondizia, a tenere pulita la città, allora anche noi ci proponiamo per questo tipo di attività. Sono anni che chiediamo di raccogliere le lattine vuote, la plastica, l’alluminio, ma ci è stato sempre vietato, “non si può fare, per farlo bisogna essere una industria accreditata con tutte le carte in regola”. In una crisi generale dell’immondizia, della raccolta differenziata che a Napoli stenta a crescere, dove a Posillipo nel bidone giallo della plastica è stato trovata la testa di un pesce spada, continuo a non capire perchè se noi cittadini vogliamo auto organizzarci per mantenere più pulita la città, e in particolare il rione, non possiamo farlo. E’ un paradosso pensare che l’ASIA non paga i dipendenti, che non ci sono abbastanza macchine per il trasporto, che non arrivano soldi per pagare la gestione, e se poi dei cittadini si auto organizzano, creando anche qualche posto di lavoro, questo non è dato farlo perché la legge lo vieta. Se è così allora come ha fatto il parroco della Sanità? Quale formula è stata trovata per gestire i rifiuti? Diteci, per carità, come avete fatto, così cercheremo di farlo anche noi. In fondo è interesse di tutti e non una semplice competizione commerciale. [+blogger]” Cos'è cambiato? Sono confuso …. i progetti diventano belli o brutti sono in base a chi li fa?

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  2. Anonimo ha detto:

    Gruoss e rind a sanità nun avev mai vista stu blog

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  3. +blogger ha detto:

    All'anonimo delle 15,01. A questo punto sono confuso anche io. L'articolo di cui sopra è stato scritto nel 2013. Capisco che l'italiano è una lingua difficile ma la sua interpretazione è inequivocabile. Per cortesia mi spieghi quando e dove parlo male del progetto Cartesio? Mi indichi la frase o le proposizioni? Io proprio non le riesco a trovare. Posta la o le frasi “incriminate” e spiegale, così che tutti le possano leggere. Se ti firmi è comunque un atto più umano, anche se per scelta puoi restare anonimo, fatti tuoi. Per non farti perdere tempo di linko l'articolo. http://www.quartieresanita.org/2013/05/rifiuti-autogestiti.html

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