gomorra un cult irreale

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Come altri milioni di persone ho visto “Gomorra la serie” e il film di Garrone. Non so se sociologicamente una fiction possa cambiare gli animi della gente, così come non credo che la massiccia informazione fatta nell’era fascista abbia rivoltato l’Italia. I due film raccontano finalmente il cinema, quello che da anni ormai non siamo più abituati a vedere. Possibile che Alessandro Siani sia l’unico a suscitare interesse delle masse? Non credo. Pasolini quando ha girato “Accattone” non ha pensato che l’esempio di un poveraccio potesse creare altri poveracci. La morte di Accattone è l’unica via di redenzione, in questo caso il magnaccio non può crearne altri. Eduardo diceva (mi piace sempre citarlo): “‘o marjuol è marjuol semp, o’ marjuol è napulitan, è milanese, è american, è russ… ecc, ecc. ma semp marjuol è!”. Questo come risposta ad alcune critiche.

Non voglio dilungarmi troppo, comunque la serie l’ho letta come una conferma culturale, anche perché man mano che gli episodi si alternano gli “eroi” diventano merce, merce di scambio, merce schifosa. In verità non esistono neanche gli antieroi, c’è un “isolamento narrativo”, come se tutto fosse rinchiuso in quella unica porzione di tempo, tempo immaginario e fantastico. Credo che si possa paragonare, abuso un po’ del termine, ad una ricerca demologica: si scoprono le radici di un popolo così si comprende che esso finge. Con questo non difendo le mafie, non nego la loro esistenza, la fiction invece sì, lo può fare, il cinema è finzione che crea cultura.

Un altro aspetto che ha suscitato interesse è stato il fatto che massa e critici sono finalmente sulla stessa posizione (almeno una parte di massa e una parte di intellettuali). Entrambe hanno visto il film e hanno giudicato, entrambe ne parlano, entrambe si uniscono, cosa che in verità in quest’ultimi decenni non siamo più abituati a vedere (forse non l’abbiamo mai visto). In un periodo storico come questo, dove a occupare posti di responsabilità sono sempre più i meno competenti e i disoccupati, invece, sempre più realisti, la commistione tra i due ceti, visto che nel frammezzo non esiste più nessuno, è cosa assai buona. Speriamo che la seconda parte riconfermi le mie aspettative. Ho un amico che sta girando “la serie II”, magari mi farò anticipare qualcosa. [+blogger] 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    cinematograficamente hai ragione ma la soap è una schifezza perché non mostrare le deviazioni dei colletti bianchi? è facile parlare di malavita in posti malavitosi, più difficile è fare uscire fuori da un “santo” la sua perversione.

    Mi piace

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