orecchiette con peperoni

Ieri sera alla via Vergini ho mangiato, tuttogratis, un piatto di orecchiette con i peperoni. Molto buoni. Avevano cucinato per centinaia di persone. C’erano: l’Ex Opg, la Rete del rione Sanità, il quartiere Materdei, gente del posto e molti senza fissa dimora. Improvvisazione e canti popolari: giovani ed anche giovanissimi, avevano cantato e ballato all’imbrunire, mentre pian piano il frastuono delle auto diminuiva. Dopo aver cercato invano di trafugare un altro piatto, ma subito dopo mi avevano donato un panzarotto fritto, mi ero seduto accanto ad un giovane di colore ed un anziano che faceva chiasso ed accentuava il napoletano. Molti di quelli che erano seduti l’ascoltavano. Ero nel bel mezzo di una discussione tra i senza niente. Non riuscivo a capire bene tutte le parole, ma avevo captato, che quei scassati, avevano un conto aperto con qualcuno. Ad un certo punto un ragazzo, mentre continuavano ad arrivare pietanze appetitose, aveva preso la parola: “nuje c’ammà fa rispettà!, questo non ci può trattare come criaturi”.

Nella sua espressione c’era la volontà. La sua (le loro, le nostre) mimica cercava consensi. Si guardava intorno, aveva voglia di reagire, di condividere le sue stesse emozioni. Poi sono arrivati i suonatori e tutti ci siamo girati per partecipare. Ma lì, in quel momento, l’espressione degli scassati era ben evidente. Buono anche il pane con il sugo di pomodori all’insalata e fior di latte. Tra una polpetta di riso ed una patata all’essa  l’atmosfera era diventata sempre più serena, chiassosa perché anche negli altri tavoli si ballava, tranquilla però nelle mie sensazioni.

Era (è) quella voglia di essere che univa gli uni agli altri. Era una banale festa a farci sentire nel corso dell’esistenza. Quell’edificazione della vita che faceva dire (fa dire): “nuje c’ammà fa rispettà!, questo non ci può trattare come criaturi”. Un ultimo qualunque che diceva la sua, che era contento se qualcuno l’ascoltava, che si sentiva sì scassato ma non vinto. Stanno tutte li le difficoltà ancestrali che ci raccontano per aiutare i poveri? Bastano panzarotti e palle di riso? Stanotte risentivo ancora quel retrogusto di sapori. Noi siamo andati via intorno alle 22,30. Gli alti sono rimasti ed hanno fatto festa ancora per qualche ora. Cosa mi resta … ? Solo un buon piatto di orecchiette con peperoni… ah scusate, dimenticavo, con le olive nere. [+blogger]

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Mario ha detto:

    Una gran bella serata, divertente e sopratutto uguale per tutti. Grazie a tutti gli organizzatori. Mario.

    Mi piace

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