Giudizio Napoletano

Tra i tanti cuoricini rossi appesi a via san Biagio dei Librai, e tra le tante frasi etichettate o estrapolate da contesti più ampi, ho notato questa: “A Napoli il semaforo rosso non è un divieto, è solo un consiglio”; in effetti si può intendere, senza ombra di dubbio, che: Noi napoletani facciamo schifo, però stiamo rimediando. Immagino un turista più assennato che la legge, e che a ragione può osservare: “Ma se lo dicono loro, sarà sicuramente vero”.

Purtroppo questo tipo di comunicazione, nella nostra città, è diventata letteratura. Come hanno scritto illustri ricercatori, Napoli è sempre stato un luogo frainteso. Ma che succede quando un giudizio è smentito? Normalmente si attuano due opzioni: la prima è quella che, pur considerandola giusta, la identifica in una scelta soggettiva; la seconda, invece, estrapola il soggetto dal contesto valutandolo come un eroe. In poche parole, facimmo sempre schifo, salvanno ‘a pace ‘e coccheruno. Di questi giudizi la letteratura è sconfinata e la nostra città detiene un primato mondiale.

Fare di un’erba un fascio, è la gestione impazzita della comunicazione spazzatura. Purtroppo l’inclinazione di un’informazione che non informa e che fa solo notizia, si è avuta soprattutto grazie alla nascita delle tv berlusconiane. Ma ci sono eminenti studiosi che, sui libri e sui quotidiani, si sono divertiti a scrivere stupidaggini senza tempo. Purtroppo la cosa più interessante e tragica di questo fenomeno, è che lo stereotipo si è normalizzato: ci hanno creduto i napoletani (non tutti per fortuna), ed è nata una specie di singolare verità.

Per fortuna che le bugie hanno il naso lungo. Per smantellare questa nuova/vecchia situazione non c’è bisogno di rivendicare gli illustri nobili e perfetti da fare invidia a principi reali, basta ricordare la storia dei lavoratori, tra i più bravi e ingegnosi d’Italia, tra i più numerosi d’Europa, i più abili artisti del Mondo: calzolai e guantai. Non in ultimo, ma purtroppo non fanno numero perché sono pochi rispetto a queste ultime due categorie, i cazunari napoletani che attuano una vera e propria rivoluzione di civiltà lavorativa. [+blogger – vedi trailer filmato dei cazunari]

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