una candid camera

Sono con Carmine, un mio caro amico, in un bar di Piazza Dante. Il caffè è buono e il barista che ce l’ha versato è piuttosto simpatico. La giornata, radiosa, mi ha fatto ricordare le strofe del poema di Salvatore Di Giacomo, Lassammo fa a Dio, dove Cristo dice a San Pietro che vuole scendere sulla terra per visitare Napoli.

se dice: Vide Napule e po’ muore! E senza perder tempo, llà ppe llà, San Pietro se vestette comilfò: nu pantalone inglese a quadrigliè, nu gilè (comm’ ‘o pòrteno ‘e cocò) tutto piselli verdi in campo blu, cappiello a tubbo, cravatta a rabà, scicco stiffelio di color rapè, e un piccolo bastone di bambù. Sto bene? – Elegantone! …

In un secondo momento, discutendo dell’ultima partita del Napoli, ho chiesto al barista se è più famoso Maradona o San Gennaro. In realtà la domanda la faccio da diverso tempo, cambiando soltanto il secondo personaggio: Totò, Eduardo, Pino Daniele, Massimo Troisi, Sofia Loren, Luciano De Crescenzo. Le risposte, così come è successo nel bar, sono quasi tutte unanimi. Nel frattempo, oltre ad un altro barista che serviva ai tavoli, si è intromesso nella discussione anche un cliente che, con una flemmatica dichiarazione, ha detto: “Maradona ci ha fatto vincere, ci ha riscattati, ci ha difesi, non c’è dubbio che supera di gran lunga gli atri personaggi”. Ed è vero per la stragrande maggioranza dei napoletani.

Ho rivisto la candid camera che ha fatto Nanni Loy, quando conduceva il programma “Specchio Segreto”, in particolare lo sketck della “zuppetta”. Il conduttore (anche attore), aspettava che venisse servito al banco un caffè, un cappuccino, un tè di qualcun altro e, prima che quest’ultimo lo bevesse, ci inzuppava la sua brioche o il suo cornetto.

Ecco la sensazione che ho avuto quando le mie spiegazioni, quelle di Carmine e degli altri che discutevano con noi, mi hanno permesso di comprendere la straordinaria capacità di riconoscenza che i tifosi hanno nei confronti dei giocatori. Eppure Maradona ha giocato solo al calcio. Il mio amico, giornalista e supertifoso, coinvolge tutta la sua famiglia e, quando c’è la partita, “nun vo sentì né Santi né Maronne”. Maradona supera tutti. Eppure è stato lui a dirmi di ascoltare un podcast su raiplay sound dal titolo: “Mi chiamo Pietro Puzone”.

Puzone, giocatore nel Napoli negli anni Ottanta, è stato amico di Maradona. La vita di Pietro è stata un’odissea con la droga e con la dipendenza. Alla fine l’ex calciatore dichiara (in privato), a Lorenzo Giroffi che ha condotto il radio documentario, testuali parole: “Maradona mi ha rovinato la vita”. Con questa dichiarazione l’ex calciatore è stato surclassato di rimproveri, di maledizioni e di essere un fallito e non aver riconoscenza per il Pibe De Oro. (La colpa è di Lorenzo Giroffi, che per un briciolo di visibilità, è stato deontologicamente scorretto). Per contro bisogna dire che Puzone ha più volte difeso Maradona dicendo che la colpa è solo sua, ma non è stato capito.

La gratificazione che emerge dalle spiegazioni di Nanni Loy è la stessa che i tifosi sentono nei confronti di Maradona. Nella candid camera le persone che aspettano il caffè o il latte al bar, non si arrabbiano mai con l’attore: non sapendo cosa fare, offrono quasi tutti la bevanda, cordiali e increduli di quello che sta succedendo. Così nasce una discussione, così nasce una passione, così il calcio per i tifosi è riscatto, non importa se le multinazionali lucrano, se gli speculatori guadagnano, se un ventenne guadagna dieci milioni di euro ogni anno: Diego è nato povero ed è stato baciato dalla poesia. [+blogger]

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  1. Avatar di Sconosciuto Anonimo ha detto:

    ​”Ho appena votato. La scelta non è stata facile: sono tutti personaggi che fanno parte, chi più e chi meno, del mio essere uomo e del mio essere napoletano. Mi hanno aiutato a crescere e a diventare quello che sono ora.

    Eduardo rappresenta il mio essere napoletano; Totò e Troisi sono la mia ironia; Pino Daniele è l’essenza della mia napoletanità. Maradona, invece, è la mia politica, il mio riscatto sociale e la mia allegria. Sarebbe stato facile rispondere ‘Maradona’, ma sono tutti pilastri del mio essere.

    ​Tuttavia, tra questi, ho scelto Pino Daniele, perché anch’io mi sento un ‘nero a metà’.”

    M.Braun

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  2. Avatar di Sconosciuto Anonimo ha detto:

    Ho votato Totò perché è uno dei personaggi che ci fa apprezzare anche fuori dalla Campania, visto che in ambito calcistico il napoletano è visto come una persona che si crede superiore a tutti pur non avendo la stessa storia del Real Madrid. fortunatamente, in altri ambiti, siamo più apprezzati. Dylan

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