Nel tufo si può leggere la storia dei lavoratori di Napoli. Il Romanzo racconta di una famiglia di guantai, sottraendo l’arte di arrangiarsi alla sua definizione classica: nulla di più falso è “l’economia del vicolo”. Donna Geltrude, ricca signora di via Posillipo. Donna “Giuvannina”, con otto figli, costretta a mendicare. In un “basso” napoletano, fra…
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“il mio cadavere” e “il muratore della sanità”.
Premesso che scrivo una parziale recensione, frutto solo della mia sensazione che scaturisce da una visione incompleta. Commento le due opere intersecando i personaggi e le storie raccontate. Il soggetto di entrambe le opere è pressappoco uguale: distico ricchezza/povertà e nobiltà/plebei. Il romanzo “Il mio cadavere” è molto più articolato, con riferimenti storici, politici e…
il tetto*
Una ragazza del quartiere ha pubblicato un post e ha scritto che è “schifata” dai prezzi degli affitti delle case. Ha espresso la necessità di controllare il flusso turistico perché è una delle cause dell’innalzamento dei prezzi. Niente di più vero. Ne sa qualcosa il buon Francesco Mastriani che nella sua vita ha subìto circa…
pezzenti senza qualità
Francesco Mastriani a metà dell’Ottocento scrive un libro dal titolo. “Il mio cadavere”. Racconta della nobiltà napoletana e, per contro, della povertà del popolo. Un distico che ricorre in quasi tutti i suoi libri. La nobiltà è cieca, è “altra”, è qualcosa che ha voluto l’iddio. L’estrema indigenza è indifferenza, è assoluta disgrazia divina. L’uomo…