ombre

Alla via S. M. Antresaecula c’è la UOSM, dipartimento di salute mentale dove centinaia di persone affette da disturbi psicosomatici, della personalità, e schizofreniche vengono curate sia attraverso il normale iter medico sia con i gruppi di ascolto e auto referenziale. Quello che fa la differenza, oltre al problema della comprensione della patologia e della sofferenza del malato, è la famiglia. Se non c’è la famiglia il malato è abbandonato, non ha scampo né possibilità di essere curato. La mancanza totale di assistenza medica ed infermieristica è permanente. Questa “mancanza riabilitativa” è una questione tutta italiana anche se nel sud è ancora più accentuata. Il malato vive una condizione “doppia”, vive le angosce e le scissioni; il malato vive le paure, le incongruenze e le disarmonie, ma non le vive da solo! Dietro di esso c’è l’ombra di una famiglia distrutta e incapace di reagire e di sopportare e se ancor di più vive una condizione indigente la sofferenza non è solo economica ma anche mentale. La malattia è il retroscena di un set teatrale, le persone che soffrono sono gli attori principali ma dietro le quinte c’è un universo di ombre e di sfocature, di crepe e di lacerazioni, di pene e preoccupazioni. Quanti di questi operai da retroscena sono diventati malati psichici? Le persone nell’intento di curare un proprio parente diventano anch’esse “disturbate”. Se un padre vuole assistere 24 ore su 24 il proprio figlio, sostituendosi per forza di cose alle istituzioni preposte, deve cambiare il suo status: non deve essere più marito, nè avere altri figli, non deve lavorare né uscire, deve avere vita sociale pari zero e l’amore che si prova per la persona affetta da disturbi psichici ne comprova la simbiosi. Le famiglie e le persone che cercano di aiutare il malato vivono in “crepe sociali”, abbandonate ad una strisciante realtà, costretti a vedere per metà e sentire acufeni assordanti. Ma nessuno sa! Nessuno capisce! Non c’è comprensione! Non ci sono differenze! Né somiglianze! La malattia mentale vissuta attraverso un parente, la propria madre, il figlio, il marito è devastante come un “rito di passaggio” che sradica all’improvviso l’esistenza e la catapulta in una differente oggettività . Niente teorie della conoscenza, né scabrose acquisizioni semantiche. La realtà è altra, è la normalità di chi non ha esperienza e la povertà accentua queste differenze. L’auto aiuto è una delle forme che lenisce alcune paure, un gruppo di auto ascolto è in parte riequilibrante, ma la poca sensibilità , la mancanza di civiltà e di strutture adatte (se non a pagamento), raccapricciano di più una situazione squilibrata ed inefficace. Non si tratta di comprendere normalità , qui la questione è diversa: uno Stato per essere civile deve poter e saper affrontare ogni questione, anche le più disparate, ma forse realmente il problema sta altrove, magari dietro un set cinematografico o dentro il cervello di un diversamente abile. Forse ci accorgeremo delle assurdità quando queste assurdità si saranno esse stesse accorte di noi. [+blogger]

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    Mentre leggo che eluana è morta (ore 20.07), mi assale una profonda agoscia. La vita non è di nessuno, come i malati psichici sono niente. L’esistenza è politica, la chiesa ci scomunica e i giudizi che siamo tutti pazzi è la normalità. Dio mio, Dio mio, Perchè mi hai Abbandonato???

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  2. Anonimo ha detto:

    su questo problema tutti sono isensibili e nessuno si crea il problama, ma le famiglei che vivono questo dramma sono le vittime maggiori nik

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  3. Anonimo ha detto:

    …si gisto, un problema è solo di chi lo ha, poi quando la “cosa” diventa pubblica allora poi tutti se ne interessano. se i mass media se ne occupano allora tutte queste famiglie soffrono veramente??? è una vergogna che la sofferenza è inesistente mentre la ricchezza è vista ogni giorno, Briatore Valentino Rossi, Montezemolo, Berlusconi… mi fanno vomitare. Pascale

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  4. Anonimo ha detto:

    PeccaTO che tutto quello che si fa per i malati di mente è troppo tropppo poco. non c’è assistnza nè personale adeguato nè medici bravi nè primari coscenziosi. il “GUAIO” e’ solo nostro. MArio e nic

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  5. Anonimo ha detto:

    Chiedo per mio figlio e per tutti i malati un tavolo d’intsa tra l’Asl Napoli1 il Comune e tutte le Assoc di VOLONTARIATO che si occupino seriamente primo dell’assistenza domiciliare, dei luoghi di degenza, delle case famiglia per diversamente abili, dell’assistnza notturna e soprattutto personale e medici coscenziosi che vivono e si impagnino maggiormente e con serietà. in primis i direttori saitari che solo con i loro stipendi potrebbero pagare 4 o 5 operatori e poi così via tutti gli altri. Un MAmma disperata. R.M.

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  6. Anonimo ha detto:

    CHE PALLE!!!

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  7. Anonimo ha detto:

    Sono un disabile e devo dire che sono enormemente d’accordo con la signora R.M. Vivo il mio disagio nella forma migliore possibile insieme alla mia cara famiglia che poveretta si e’ trovata in questo enorme vuoto assistenziale per moltissimi anni. Adesso dopo le adeguate cure riesco a mala pena a vivacchiare ma non importa come si dice c’e’ chi puo’ e chi non puo’ ma la sofferenza e la salute dei miei cari parenti chi la puo’ ripagare?!! Tutto il marcio che c’e’ nel mondo della sanita’ DEVE uscire fuori al piu’ presto e non sono assolutamente d’accordo con e sottolineo il fatto che non si e’ nemmeno firmato con chi ha commentato “che palle”. Ecco forse lui non ha di questi problemucci!!!S.C.

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  8. Anonimo ha detto:

    ANONIMO 11 febbraio 2009 18.30. SOLO PERSONE IGNORANTI POSSONO ESPRIMERE TALI PARERI TI AUGURO DI NON AMMALARTI MAI.

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  9. Anonimo ha detto:

    Mi rivolgo all’anomino dell’11 febbraio 2009 18.30solo che non ha esperienze in questo campo, chi non ha mai sofferto con laalattia psichica, chi non ha problemi né angosce, insomma solo un igenuo per non dire altro comemnta un articolo del genere con l scritta CHE PALLE. amico/a ti lascio con un amassima napoletana: Statt’a ccorte e nun ciampicà nnanzz’a porta da casa toia!!!!! by Susy.

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  10. Anonimo ha detto:

    la legge 180 non ha più storia. i manicomi esistono ancora e sono nelle case nostre e nella nostra vita. non possiamo protestare altrimenti ci dicono che siamo pazzi, può protestere un disoccupato, un lavoratore ma un malato di mente è un malato di mente e merita di stare dove stà. questo è la NOSTRA società adulta. PrD

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  11. Anonimo ha detto:

    questo blog è peggio del muro del pianto, non una proposta e solo sterili lamentazioni e invidia sociale; poi ci si chiede perchè la Sanità sia il cesso che è. Liberatevi da questa attitudine passiva a farvi scivolare le cose sulla testa e a piangere sempre, prendete in mano le vostre esistenze, non accontentatevi delle misere pensioncine che vi rendono indegni di essere uomini, e soprattutto andatevene dal rione sanità!

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  12. Anonimo ha detto:

    ma si propri stunz, scriv scriv ma è comme si nun scrivess nisciun, nun o vuo’ capi ca si nun dic chi si è comme si parlass nisciun. vista ca chi fa stu blog s’fa vede’, allor o offai pur tu oppur statt zitt ca è meglio. Pasquale per il più blogger…………..

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  13. Anonimo ha detto:

    il parlare e lo scrivere sincopato di questa bestia rende impossibile uno scambio civile seppur differenziato nelle opinioni. Chi pensa e scrive così sarà sempre vittima degli altri, oppure diventerà il carnefice, comunque non si libererà mai

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