l’avvoltoio

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Mettiamo il caso che decideste o il Buon Dio, per voi, di andarvene all’altro mondo, guardatevi , allora, dall’Avvoltoio. Chi sarà mai questo essere? Sì, pensiamo di averne conoscenza nei film che abbiamo visto. Non è quell’infame uccello, ma un essere umano. E’ una comparsa quasi obbligatoria degli ultimi giorni dei mortali che vivono nelle nostre città. Non si sa perché appaia e chi lo chiami. Forse un parente, forse un conoscente fa girare questo nome nella camera dove voi state spirando. Il vostro medico, che vi conosce da anni, ha compreso i limiti prossimi della vostra vita e purtroppo l’inutilità di quelle cianfrusaglie medicinali in suo possesso che nulla possono contro le porte aperte del fato. Ma c’è chi può, più di lui. E’ una carta segreta che gira in questi momenti dolorosi come un jolly ed ecco che improvvisamente ve la trovate ai bordi del letto. Non avete scampo! Dovete soggiacere a questa ultima prova. E’ la comparsa di un personaggio che entra nella commedia della vostra vita con l’appellativo di Salvatore. Si dicono di lui cose fantasiose, addirittura degli “alzati e cammina” evangelici. Per contattarlo non è facile: risponde una voce bionda di una segretaria forse bruna che vi consiglia di incontrarla di persona. Il professore è occupato all’Università. Non sarà semplice persuaderlo ad una visita domiciliare, in quanto il professore non scende mai a questi livelli, propri del medico della mutua. Comunque viene stabilito il giorno e l’ora in cui dovranno andarlo a prendere sotto il portone di casa. Il primo contatto sarà disastroso, saluterà appena e mostrerà di avere notevoli difficoltà nel trovare posto nel sedile angusto della vostra auto che avrà inondato di lavanda francese. Vestito scuro con cravatta firmata, occhiali orlati d’oro. Un tamburelleggiare delle sue mani sul cruscotto evidenzierà un padellone di orologio, grandi marche. “Ma dove mai abita?”, sarà la prova fonetica della sua voce, pronta a denunciare una perdita di pazienza, sciupando il suo tempo preziosissimo per la scienza. L’auto si aggirerà nel traffico e all’arrivo: “ Possibile al quarto piano, senza ascensore?“ Ma salirà ingoiando l’affanno .“ Ringrazio il mio footing mattutino”. Dirà, paonazzo, sulla porta d’entrata di casa vostra. Passerà le due file di parenti, amici, coinquilini, portierato, schierati ai lati del corridoio, non vedendoli. “ Dove sta il malato?” chiederà ancora spazientito, scorgendovi, infine, boccheggiante sul vostro letto. Voi inconsapevolmente lo potreste scambiare per il funzionario delle pompe funebri che viene a prendervi le misure. Ma lui si siederà sull’unica poltrona della vostra camera, stenderà le gambe e chiederà: “Si, grazie, un caffé, se me l’ offrite, lo prendo subito. ”Un drappello dei vostri cari si dirigerà in cucina per esaudire questa prima richiesta. Sorseggiando il caffé, chiederà poi a voce alta: “Chi è il medico curante?” E quando qualcuno dei presenti, a bassa voce, e con un po’ di vergogna, pronunzierà il nome del medico, dalla mimica del suo volto si giocherà il futuro di chi vi ha curato per un’intera vita. Se apparterrà alla categoria dei magnanimi potrà dire: “Un bravo ragazzo!” Naturalmente all’indirizzo del vostro medico ultrasessantenne. Ma altre contratture dei muscoli mimici lasceranno dubbi spaventosi sulla fama cittadina del vostro medico. Un parente gli offrirà un malloppo di cartelle cliniche dove c’è tutta la vostra vita di malato. Troppo tempo a scartarle ed a leggerle. Per cui le restituirà immediatamente e chiederà di suggerirgli la vostra malattia con: “Ma insomma che ha?” Un silenzio imbarazzante lo costringerà ad aprire la sua borsa. No, non è come quella del vostro medico, enorme, piena di carte e scartoffie, di medicine per l’occorrenza. E’ una borsettina quasi femminile che racchiude un minuscolo fonendoscopio e un ricettario, niente più. Si alzerà e verrà verso di voi. “ Seduto”, vi intimerà e subito correranno a sorreggervi i più cari dei vostri cari. Vi sentirete osservato dai suoi occhi a riflessi dorati, sentirete le sue mani fredde infossarsi nella vostra carne. Se avrete acquisito nella vostra vita un minimo di intuito, vi accorgerete che lui non starà pensando a voi, ma a qualcos’altro, la sua amante, l’uscita di una nuova potente auto. A visita terminata vi abbandonerà e ricupererà la poltrona. I volti dei cari chiederanno domande silenziose di speranza, ma lui, amimico, guardando il muro bianco, pronuncerà la frase: ”Abbiamo perso troppo tempo… Cercheremo di ricuperarlo”. E questa frase dividerà tutti i presenti in due fazioni: Quelli per il medico curante, increduli al nuovo arrivato, e fedeli a lui e la fazione di quelli contro, che improvvisamente faranno traboccare antichi rancori verso questa figura quanto mai casalinga. Il ricettario del professore ora compare dalla borsa: è fatto di fogli che sono il doppio di grandezza di quelli del medico della mutua e hanno una decina di righe di attributi del nostro. E’ il momento delle analisi da farsi. Ne sono state fatte a montagne, con regolarità negli ultimi giorni. Non le consulta minimamente. Redige una lunga fila di analisi banali ed altre con sigle sconosciute, che metterebbero a dura prova un analista. Ma l’analista è il suo, di fama e serietà non comuni. Anzi ne scrive l’indirizzo sulla ricetta. Ora tocca alla prescrizione delle medicine salvatrici. Qui la mano autorevole si scatena su omonimi ed altro, compreso gli onnipresenti “lavaggi”, essenziali per le credenze popolari. Ma è la quantità che fa la sua grandezza. E quanto a questo è imbattibile. Un cesellatore dell’ovvio. “Iniziate subito“ ordina e qualcuno strappando la ricetta di mano già scende per le scale a saltelloni. Siamo all’epilogo. Il nostro si alza, da un colpo al fondo giacca; sembra togliersi la polvere di dosso accumulatesi nel frattempo. “Manderò un mio assistente a controllare”. Una tossettina richiede il pagamento. “Professore mi dica? Il parente economo si inchina a mo’ di paggio. “Facciamo, per voi, quattrocento euro. Per piacere, l’assegno lo intesti alla mia segretaria, la Claretta”. Avrete ancora il tempo di chiedervi per quale malattia ve ne state andando. Già, Lui si è dimenticato di dirvelo. Ma lo avrà capito? Ed è a questo punto che l’avvoltoio spiccherà il volo a cerchi larghissimi nel cielo azzurro, intravisto dalla vostra finestra. [Lucio Paolo Raineri]

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Abu Abbas ha detto:

    Se devo essere sincero, questo racconto è inquietante… sembra scritto da Kafka o al limite tratto dai “Racconti Crudeli” di Auguste Villiers de l'Isle-Adam.
    Pensare che ero tornato a casa di buon'umore e me l'avete rovinato….
    (scherzo)
    Ciao a tutti

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  2. Mauro ha detto:

    bhè è un racconto che preferisco, spesso sulla rete si scrivono anche assurdità, ma in realtà questo blog, secondo me, è un po' onirico. ma non è strano che in un rione cosi rovinato, abbandonato, dove le istituzioni non hanno mai messo piede, un insieme di idee e concetti così stimolati e divertenti, anche nella loro tragicità, li posso trovare sul blog di un rione dove la camorra la fa da padrone e dove il malaffare è una cosa normale? sì sì, normale forse non siete!

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  3. Anonimo ha detto:

    Paragonare il racconto a quello di due maestri del surreale e del simbolismo è cmq un complimento credo…..

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  4. francesca ha detto:

    ma no che non è strano mio caro Mauro, ma tu di dove sei?, certamente se avessi la possibilità di conoscere un po' meglio la gente sapresti che non è tutto oro quello che luccica, la differenza è fatta dalle persone che non sono tutti eguali e per fortuna tutti hanno la capacità di capire, sentire e vivere in modo differente. comunque ti consiglio di studiare un po' la diversità umana.

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  5. Anonimo ha detto:

    Grazie per i complimenti che so di non meritare. Ho vissuto per 40 anni, molte ore, tutti i giorni, come medico, penetrando dove nessun politico osa e può entrare e conosco a fondo questo mondo, tanto da difendere nei salotti la predistinazione camorristica di alcuni. Non so se i miei figli si sarebbero salvati, vivendo gli stessi momenti sociali ed economici. La morale spesso ha anche fame e bisogno di soddisfarla. Ne mi sento di giudicare con estremo pessimismo un quartiere che possiede una trama reattiva e produttiva. Un caro saluto a Voi. lucio raineri

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  6. Anonimo ha detto:

    GIUSTO!!!!!!!!!!!!!

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  7. rita ha detto:

    bisognerebbe creare un blog o un sito dove tutti avrebbero la possibilità di esprimere un giudizio su quel o questo o quell'altro medico, di esprimere un giudizio sulle cure e sulla professionalità.

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  8. Anonimo ha detto:

    io propongo acciaccati.it
    Un sito di malridotti bisognosi di cure….la parola ai consumatori….
    Sarà il più visitato da mia zia

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  9. Anonimo ha detto:

    ATTACCO AD INTERNET

    Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come
    l´obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senza tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D´Alia (UDC), è stato introdotto l`articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l´articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D´Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all´estero. Il Ministro dell´interno, in seguito a comunicazione dell´autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l´interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!!!

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