hinterland napoletano

Pregiudizi, razzismo, noncuranza, rassegnazione e disinteresse. La periferia napoletana, hinterland aggregativi, unione di fatto perversa, eterogenea, abbandonata e ricca. Elucubra la mente di gestori malavitosi, opinionisti d’affari, baldorie comunali e politiche, bieche triviali per accaparrarsi l’ultimo cestino del banco alimentare. Napoli sopporta, sopporta la sua periferia, sopportano gli “eletti” che nel silenzio rimuginano, sopportano gli scettici e le casalinghe.

Terra di mezzo, bivio senza frontiera, un corso spezza l’altro: lì i nolali, i bruscianesci, i pomiglianesi, i boschesi, là i napoletani invadenti, incivili, impotenti e rozzi. Gli uni saccheggiano gli altri, è la guerra tra poveri rivoltosi in cerca di paradisi. È la guerra dell’immondizia, dell’acqua, dell’aria e della sopravvivenza. Nei limiti accerchiati, i rom, gli “extracomunitari, quelli che puzzano di piscio, di catrame, di saliva, di sperma. Gli effluvi salgono fin alla finestra di donna Concetta che ogni domenica prepara il ragù e le salsicce. Un urlo disperato, una constatazione inopportuna, l’ultima catapecchia, tugurio insanguinato, prende fuoco e brucia. Un colore ardente e affascinante, un rosso arancio celeste bianco, è la disinfestazione catartica, e la marijuana che si frantuma in mille foglie, si sbriciola come un cristallo purissimo.

Nel treno i giochi sono fatti. Molti si accostano all’obliteratrice, aspettano l’abbonato o chi ha paura di mostrar le sue “vergogne”. Poi infila uno dietro l’altro per irrompere la frontiera ed eludere la sorveglianza. Una questione di abitudine, di malaffare, di povertà. Tutti nel vagone sentono il diritto di protestare, di scacciare, di spostarsi leggermente per non lasciare posto. L’Italia forse non è razzista e forse neanche la nostra città. È la sostanza che manca, è l’immaginazione figlia dei media, una generale sofferenza invisibile, padrona dell’arroganza; impuro come il guano, la soggezione rispecchia antiche diramazioni accentuate da chi per mostrarsi, per vivere, per morire diventa irrimediabilmente ciò che non è. [+blogger]

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    ci sono zone ancora più abbandonate, lasciate così senza che nessuno aggiusti le strade, le vie, le piazze. nei paesi vesuviani alcuni comuni sono fatiscenti e impraticabile.

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  2. Bel Paese ha detto:

    Silvio AVATAR, uno per tutti e tutti per uno.

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  3. http://www.internapoli.it/ ha detto:

    VILLARICCA. Accende un braciere per riscaldarsi dai freddo, poi si addormenta in auto. Le esalazioni di monossido di carbonio rilasciate dal materiale dato alle fiamme gli sono state fatali. E’ morto così ieri mattina a Cesa, nel Casertano, Giovanni Di Nardo, 49enne guardia giurata residente a Villaricca ma originaria di Giugliano. L’uomo, addetto all’istituto di vigilanza privato Nuova Superpol di Giugliano, svolgeva il lavoro di vigilanza presso un cantiere edile di via Caravaggio a Cesa. Per ripararsi dal freddo si era portato dietro un braciere in metallo all’interno del quale aveva acceso ………

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  4. Anonimo ha detto:

    per domano ho un pronostico, scriverò ai capolista presidenti ancora ipotetici della nostra regione.

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  5. Anonimo ha detto:

    io credo che a volte sia una questione di ignoranza, di mancanza di sicurezza e di identità. spesso si mandano via i rom o gli immigrati solo per paura, perché si è spaventati dal diverso dai suoi usi e costumi. non è facile accettare la diversità, siamo sempre noi ad essere il migliori e a non sbagliare, mentre il male viene sempre dall'esterno.

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  6. Attilio ha detto:

    sono ancora sveglio, giro per internet e cosa mi ritrovo un blog dedicato al mio ex quartiere, cioè un sito dove si parla del rione sanità. da più di vent'anni ho lasciato napoli e il quartiere. adesso vivo a Leipzig per lavoro con la mia famiglia e una bella moglie “nazista”. un saluto grande e complimenti perché ho trovato molto interessante queste informazioni. sarà in rete spesso e visiterò il sito quando posso commenterò anche. grazie A.

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  7. Anonimo ha detto:

    è colpa delle istituzioni, va be, va be, ma io dite che noi cela prendiamo sempre con loro, ma è vero è sacrosanto, ma dove sono, voi li vedete scendere a Torre Annunziata? a Piscinola, a Villa Literno? io capisco che dovremmo essere noi a ribellarci come è successo in altri posti, ma è pure vero che è difficile perchè poi ci portano in galera, ci abboffano di mazzate, e nessuno ci difende. allora mazzate per non fare nulla non servono a niente. io credo che ci Dovrà essere un uomo come gesucristo che smantelli un po' tutto seguito da una folla di persone, mica spareranno contro le donne e i bambini? se occupiamo il palazzo ci ammazzeranno tutti? oppure ci porteranno tutti i galera? non c'è posto per tutti, e poi noi che siamo più numerosi di loro potremmo fare il contrario…

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  8. Anonimo ha detto:

    buon'idea!

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