i sudici e le arpie

Gli straccioni di Napoli si sono riuniti il 22 dicembre nella sede di Crescere Insieme ed hanno festeggiato il natale, hanno mangiato, bevuto e pregato insieme ad Alex Zanotelli. Hanno ballato e qualcuno si è offeso, poi hanno riso, hanno recitato, hanno gioito e alla fine sono ritornati a dormire per strada. Erano una settantina, un tavolo immenso e preparato con semplicità dalle volontarie, una postazione con microfono e computer, un video proiettore per il karaoke. Ha pregato prima Padre Alex, poi un musulmano, una polacca, un indiano, una protestante… Altissime le grida dell’uomo che ha citato il Corano, indistinguibili per me anche le altre litanie in lingua. Anche se fosse stato un verso qualunque sarebbe piaciuto a tutti: un ululato per ringraziare, un mugugno che recitava le adorazioni, un altro brontolio per supplicare, genuflettersi, ricordare.

La festa degli straccioni che zoppicano, che puzzano, che sono sporchi con il fiato maleodorante di vino e di birra. La festa dei mentecatti, abbandonati a se stessi, ignoranti privi di umanità e di sensibilità. Questi gli uomini e le donne che vivono per la strada, questo lo schifo che proviamo quando li vediamo, quando pisciano vicino ai muri, quando non si puliscono e hanno le mani sporche di grasso e di merda. Sono i poveri che noi celebriamo come malati di mente, che ignoriamo perché impossibilitati a fare qualcosa, sono poveri e non uomini, e non esseri, e non civili.

Bhè, in quella bolgia infernale, in quella tavola imbandita, come la descrisse Viviani nella poesia “Lassamme fa ‘a Dio”, quei rifiuti di umanità hanno svelato la dignità vergognandosi di essere ripresi con la telecamera; hanno discusso, chi a bassa voce chi a voce alta, hanno interagito e si sono messi da parte; hanno regalato la loro puzza ai volontari, hanno baciato le mani, hanno strafogato facendo il bis. I malati di mente sono malati di esistenza, odiano la verità, e si dibattono per le loro stesse sofferenze. Ieri sera in quella sala da pranzo, da cena, da ballo, palco per cantare e sbraitare, un vocio sterminato di vermi che strisciano nell’indifferenza umana si sono dati gli auguri maledetti, hanno ruttato la loro allegria, hanno costruito una civiltà desueta, atavica, dimenticata. Uno di loro, coccolato da padre Alex, ha detto: “sono io il Signore, buon natale!”. [+blogger]

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    bellissima serata!a quando la prossima??

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  2. Mauro ha detto:

    visto l'articolo immagino e non è difficile da intuire che ci sarà il natale prossimo, ma tu hai partecipato? chi sei?

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  3. Anonimo ha detto:

    UN BUON NATALE AI SUDICI.

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  4. Anonimo ha detto:

    Buona Natale a tutti e a tutte. Mentre ci si ingozza per il cenone le persone o i sudici come li chimano qui stanno per la strada continua la loro odissea mentre tutto giace trnquillo e noi noi non facciamo niente perchè crediamo di essere impossibilitati a farlo mentre non habbiamo voglia di farlo.

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  5. Anonimo ha detto:

    buon natale al blogger e a tutti quelli che mantengono questo sito, grazie mille. Pasquale.

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  6. sara ha detto:

    buon anno straccioni, che le lenzuola di dio scendano presto in terra per trasportarvi tutti in paradiso, e vicino a quella tavola imbandita ro' meglio' risturà, come quella tavola dove Felice Sciosciammocca e quegli atri straccioni mangiavano con le mani gli spaghetti mettendoseli in tasca per conservarli, tutti per la gioia di vivere ancora pochi istanti.

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