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Noi siamo nello spazio, divisi tra tempo e sociale. Siamo sulla terra, con il sole che ci riscalda, con le nuvole che ci fanno bere e con l’aria che ci fa respirare. A volte, però, ci scordiamo di essere degli animali e ci ricordiamo solo di essere umani. Egocentrici, per noi gli animali non sono terrestri, per noi gli alberi non sono terrestri, né le montagne, né mare. Non sappiamo di essere un tutt’uno, non sappiamo cosa significa ecosistema, non sappiamo cosa voglia dire spreco né riuso né dispendio. Se avessimo bene in mente che senza l’uno non potrebbe vivere l’atro allora saremmo più consapevoli delle nostre scelte e delle nostre affermazioni.

Ammazzare un insetto è come ammazzare un terrestre, anzi, significa ammazzare un essere che è vive come gli umani e serve agli uomini. Così come il concetto di spreco di acqua, di spreco della terra, delle materie prime, così come lo spreco dei vestiti, delle tv, dell’auto, del gas, delle parole. No, forse adesso le parole non c’entrano, ho forse si… perché decine e decine di parole forse non bastano per sradicare la diffusa concezione commerciale, l’invasione che l’economico ha insinuato nel nostro cervello e nella nostra cultura. A volte scambiamo l’affermazione risparmio con l’esosità, la tirchieria, scambiamo il mangiare poco o quello che serve per vivere, per avarizia.

A volte ci scandalizziamo se una persona senza fissa dimora piscia per la strada e non ci vergogniamo, invece, di vedere che un uomo cammina su di uno scooter portando sulla coscia un bambino di pochi mesi. La differenza è capire se la cosa è legittima o se non lo è. È legittimo salvare la vita ad un uomo sacrificando quella di un’animale. Per noi uomini la vita dell’animale vale meno. Infatti picchiare un povero cristo, anche se è un po’ tonto, perché piscia per la strada equivale al non riconoscere che un atto così vile, come quello di mettere in pericolo un bambino, abbia origine nella nostra capacità di rendere legittimo, proprio come se stessimo paragonando la morte di un animale e la morte di un uomo.

Come non ci accorgiamo che schiacciando una lucertola uccidiamo un nostro simile, un terrestre per l’appunto, così allo stesso modo non ci sfiora minimamente l’idea che la vescica del povero uomo vale quanto la vita del bambino. [+blogger]

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Marica ha detto:

    si vede che spesso non non abbiamo le idee molto chiare. ma se ci ammazziamo noi crudelmente, se ammazziamo i nostri simili, cioè gli umani, figurati cosa c'è ne fotte di calpestare una lucertola o una formica. La tua mi sembra Utopia.

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  2. Anonimo ha detto:

    per essere banale: a volte vediamo la pagliuzza e non la trave!

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  3. M.DA ha detto:

    diceva sempre mio padre : povera umanità !!!! e io aggiungo:poveri figli,nelle mani di simili bestie……

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  4. Anonimo ha detto:

    speriamo bene.

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