tutti fuori dal rione

Una continua crescita esponenziale, come ogni gestione economica, la terra va sfruttata, perché vivere con essa in equilibro significa anche dividere … si sa che chi sparte ave a peggio ‘a parte. Cammino per il quartiere e l’area gestita pubblicamente è diventata privata. Nessuno ha torto, “se può farlo lui, posso farlo anche io”. Una continua guerra dei poveri che, in realtà, si perde sempre; una continua lotta per la sopravvivenza territoriale; gli spazi si allargano a dismisura, e nel nome di una legalità vissuta, si creano mostri legittimi.

Non c’è  niente di nuovo, quello che si fa oggi lo si è sempre fatto, con una differenza particolare però: che attualmente ciò che prima era inciviltà oggi è folklore. I ricchi di “fuori quartiere” acquistano le case nella Sanità, i proprietari aumentano la retta mensile, i vecchi commercianti vanno via, lasciano il posto alla gestione peripatetica. Il rione è sempre più chiuso, schiacciato nella sua voglia di modernità, un tempo vivere in un basso faceva schifo, oggi ha qualità e rappresentazioni.

Tutto abbastanza normale, come previsto, dalla parte del cittadino che nel nome dei suoi interessi si difende. E’ tutto normale, è tutto secondo la legge. Nessuno sta barando, proprio nessuno. Transenne lava dei vergini tavolini Sanfelice barbecue ossario ombrelloni ipogei pizze catacombe panini guantai spritz culto vino calzolai botti san Vincenzo dolci … e per finire, tanto, ma tanto amore. [+blogger]

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