Avevo venticinque anni quando, per la prima volta, Annuccia mi raccontò la sua storia d’amore. Si era iscritta alle scuole serali perché il fidanzato si stava per laureare in economia. Spesso mi confidava che non riusciva a comprendere la sua relazione. Il ragazzo, quando doveva incontrare gli amici dell’Università, le diceva: “meglio che resti a casa”. Annuccia aveva sempre amato, l’amore che portava dentro era così incondizionato da sembrare passivo. E più lei sembrava passiva, più il fidanzato ne approfittava. Scoprì che il suo ragazzo si vergognava della sua poca istruzione. Annuccia alla fine lo lasciò.
Mi parlò della sua seconda relazione. Dopo pochi mesi fu assalita da una turbolenta gelosia maschilista. Sfinita, senza avere la possibilità di reagire, digiunò per diverse settimane. Il fidanzato la seguiva, piantato per ore fuori all’ufficio dove lei lavorava come segretaria. Quando ritornava da lavoro, la perquisiva. Ore di interrogatori su come aveva passato la giornata. Annuccia aveva sempre amato. Ed è per questo che alla fine si liberò.
Per diversi anni non si fece più vedere; quando la rincontrai mi disse che si era sposata e che le era nata una bellissima bambina. Ci scambiammo i numeri di telefono. Una notte, via sms, mi confidò che non aveva più voglia di restare con il marito. Lei continuava ad amare, ma non amava più l’uomo che aveva sposato. Mi disse: “Non ho più niente in comune con lui”. Annuccia alla fine lo lasciò, ma fu tormentata per anni.
Dopo questa storia io e Annuccia ci perdemmo di nuovo, anche se sapevo che lavorava instancabilmente per crescere la figlia. Annuccia era povera e il suo ex disoccupato. Un giorno mi chiamò, era contentissima, mi disse: “Non vedo l’ora di farti conoscere una persona”. Lo conobbi. Dopo un anno Annuccia piangeva, anche se non si era mai dimenticata di amare. Altre storie aveva vissuto Annuccia, anche se era rimasta sola.
Quanta forza una donna poteva sprigionare dal nulla: solo così gli uomini si sentivano eterni castrati. Ma forse in pochi conobbero la differenza tra forza e virilità. [+blogger]
Le donne ci insegnano a lottare e “a non perdere mai”. Marjane Satrapi è morta di tristezza, così come ha comunicato la famiglia. Ma lei è stata felice di raggiungere il suo uomo. Annuccia in questa bellissima storia ha fatto la stessa cosa delle scrittrice iranina. T.D.
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