mauro percorre 82 gradini…

Mauro percorre 82 gradini e un centinaio di metri in salita prima di arrivare alla sua abitazione. Diciotto metri quadri senza energia elettrica. Una piccola finestra che affaccia su di un bellissimo giardino libero di fiorire. All’interno moltissimi poster, cartoline, spille, libri e “cianfrusaglie” di ogni genere. I fasci di luce pomeridiana, che invadono la piccolissima cucina e, dall’altra parte, una finestra tappezzate di mollette, bandiera della pace, No Tav ecc, illuminano la consunta libreria, lasciando l’altra mezza stanzetta al buoi. Non un bianconero, ma colori pastello che mischiano il giallo ocra e il rosso pompeiano con il blu/azzurro del cielo. La notte due piccole lampade solari illuminano il nero che avvolge l’allegra arcata, dove primeggia una palla di natale.

Arco con freccia, spille e cappelli, pulcinella e libri di Martín Caparrós e Jon Sobrino Romero, si intrecciano con la maschera di gatto Silvestro tenuta in bella mostra sul contatore inusitato dell’energia elettrica. Ci mettiamo in posa e l’autoscatto immortala le nostre immagini. Sfuocata o no, la foto ritrae Mauro dietro di me con gli occhi chiusi ed io con l’espressione mastrolindiana. C’è pace sulla Penninata del rione Sanità. C’è pace nella chiesetta, pochi metri più giù, dove sull’altare si legge: “No armi, No Crisi. L’Italia spende 17 miliardi di euro per 131 bombardieri F35”. Anche per questa chiesa ci vuole un articolo a parte.

Gli dico: posto su twitter?, e Mauro si fa fare una foto, questa volta con il mio cellulare, con un manifesto che ritrae un volto: “Wanted Gesù Cristo”. Mauro conosce benissimo il quartiere, meglio di tanti preti e politici municipali. Mauro non è della Sanità, è romano. Così come la salita Penninata sembra non essere dentro la storia, anche se in realtà è molto di più. Circa 60 famiglie in tutto. Ci sono due bellissimi giardini ed un orto comune. I bassi fuoriescono per lasciar posto ad una piccola e maggiore comodità. Da pochi anni è stato aggiunto un passamani per i più anziani che salgono la ripida salita. Lì in fondo tutto finisce, parlano solo i piccoli manifesti che avvertono che ogni venerdì alle 18,30 una messa particolare viene celebrata dalla gente; così mentre si prega si parla della scuola che sta chiudendo, dell’ospedale e della riapertura del Mendicicomio della via Cristallini. Un rosario in più un rosario in meno… poco importa.

Mauro mi offre un caffè; ha una bombola del gas di cinque chili. Mi dice: ce l’ho da più di sei anni. Complimenti. Immortalo anche la piccola tavola che ha imbandito per il rituale. Mi regala una maglietta rossa, rifiuto, perché molto grande. Ogni tanto sbircia dallo schermino della fotocamere. Mi guarda e ripete: “bellissima”, anche se in realtà quando allargo la foto è una vera schifezza, piena di pixel con molte sfocature. Non ha importanza. Quello che invece importa è l’altra faccia della Sanità, inedita nella sue fattezze, erta, come le sue ascese. Qualcuno mi sussurra: “qui primeggia le solitudine”, ed in effetti, sulla Penninata, si respira un’altra aria. Tutto è più lento, più faticoso, più bello. Salendo sulla sinistra arcate di tufo, qualcuno ci ha lasciato una lattina e diverse cartacce. L’irregolarità delle abitazioni disarma, così come disarma questo luogo che affattura… la sua gente, le sue mura, il suo abbandono, la Sanità.… tutto disarma. [+blogger]

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    Ecco gli “eroi” da celebrare nella loro vita e povertà. So che al Blogger non piace questo termine, e fa bene. Tutti celebrano la loro esistenza, la Sanità è Napoli.

    Mi piace

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