che faccio quest’estate?

C’è molta gente in quel luogo, non hanno le mascherine, disordini e movida, non si rispettano le distanze, baretti aperti con la folla, al mare sedie a sdraio attaccate l’un l’altre ecc ecc…“. Ma io che faccio in quest’ultimo scorcio d’estate? Dopo sei mesi di non lavoro e con la confusione mediatica che regna ancora, le basi per restare a casa sono concrete. La vacanza non è necessaria, soprattutto considerando gli andamenti economici. Se valuto questo periodo di tempo come una “disoccupazione forzata”, mi aspetto che a settembre tutto ritorni alla normalità, ma invece? Invece non so cosa succederà in futuro e il mio lavoro, per adesso, va di male in peggio. Premesso che sono fuori dal mercato, premesso che non posso fare il concorso come insegnante perché mi mancano i requisiti (requisiti che posso acquisire pagando migliaia di euro), premesso che non voglio fare il parcheggiatore abusivo per Napoli perché non mi va di vendere la dignità al miglior offerente, mi resta ben poco per sopravvivere, se non quei miei pochi risparmi che ho accantonato perché non ho contributi né pensione di vecchiaia. E’ dura… forse.

Mi sono sposato circa 10 anni fa, ho lavorato con un editore che, dopo pochi mesi dal mio matrimonio, mi ha licenziato per far posto ad una persona raccomandata. Furono proprio queste le parole: ho avuto un prestito, ma per prenderli ho dovuto assumere una persona al tuo posto. Arrivederci e grazie. Ricordo che lo invitai anche al mio matrimonio. Pazienza. Cos’è che non va adesso? Qualcuno mi ha detto: abbi di nuovo lo spirito e la forza di rimetterti in discussione… non l’ho capito. I miei contratti di lavoro sono stati tutti a tempo determinato o a nero, sono così stanco di “aspettare” un lavoro, che se arriva lo rifiuto a priori. E’ disarmante vedere gente che guadagna cinquecentomila volte più di te. Eppure c’è ancora qualcuno che ripete che sono fortunato, che ho una casa, che ho un’auto, che posso andare a fare la spesa. Giusto. La concezione della fortuna non la capisco, eppure è soprattutto la classe medio alta ad essere superstiziosa. Io non faccio parte di nessuna classe e non credo alla iettatura, ma di una cosa sono certo, quest’estate non farò nulla.

Ripenso a quel rimetterti in discussione, a quel nuovo spirito e forza, al fatto che ho un tetto dove dormire e una pizza da mangiare… Bhè, forse qualcosa farò: vado sul lungo mare e, se riesco a parcheggiare, bevo un birra (comprata al supermercato), e fumo una sigaretta, porto i pattini di mia figlia e la bici di mio figlio. Così sono contento e faccio contento anche chi mi ha consigliato di essere fortunato. [+blogger]

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Paolo/a ha detto:

    Anche chi crede nella fortuna o nella sfortuna capisce quanto sia importante la iella. Rassegnati anche tu ci credi in fondo.

    "Mi piace"

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