“liberazione turistica”

La giustizia fatta da se è una specie di pregativa universale che cambia a secondo dei contesiti e delle società. Nel nostro rione  il cambiamento è così repentino che le differenze tra lecito e illecito sembrano non avere più senso. Sana, srilankense, vive da anni nel quartiere assieme alla sua famiglia. Da anni va a fare le pulizie nelle case, lavora come badante e da sola ha cresciuto tre figli. L’altro giorno sono passato vicino casa sua, la donna era fuori al cortile della sua abitazione. Le facevano compagnia i suoi bambini e una montagna di cianfrusaglie: mobili vecchi, materassi, sedie, tavola, valige, vestiti ecc. Era stato buttato tutto fuori perché, nel basso dove viveva, dovevano iniziare i lavori per un b&b. Sana piangeva disperatamente, abbracciata dai suoi figli e da una brava donna, sua vicina di casa, che cercava di consolarla.

Sono rimasto pietrificato. Ma poi mi è venuta in mente la storia di mia sorella costretta ad acquistare casa. I vecchi proprietari hanno inteso ultimatum: o compri o ti sfrattiamo. La frase, morte tua via mia, è sempre stata una massima riconosciuta e apprezzata, mentre in qualche modo le ingiustizie sono state combattute. Attualmente questo nuovo stato di cose, questa nuova forma di legalizzazione, non ha precedenti. La differenza nel dare e nel avere, così come nei diritti e nei doveri, si è così assottigliata che pensare di amministrare la giustizia è cosa ardua se non impossibile.

Un povero Cristo che aveva una casa in fondo ad una strada senza sbocchi, umida e prima di luce solare, oggi è un ricco imprenditore. Quel povero signore che prima era “scannato” oggi scanna, te ietta ‘a fora senza core, te sfratta senza ‘o sentimento. Bisognerebbe chiedere consiglio al bravo Francesco Mastriani, lui sì che era un vero intenditore di sfratti, visto che ne aveva subiti più di trenta. Ma quello che forse non saprebbe spiegare lo scrittore napoletano è questa “dipartita”:  prima le leggi non c’erano, oggi ci sono ma non si occupano di problemi sociali. Gli affitti devono dare garanzie non solo ai padroni di casa. I contratti sanciscono un reciproco accordo che non può cambiare drasticamente allo scadere. È illogico chiedere trecento euro d’affitto e dopo quattro anni aumentare del 500%.

Ho rivisto Sana e la sua famiglia ospitata da una donna e un uomo della sua stessa nazionalità. Mi ha riconosciuto e mi ha detto, quando le ho chiesto dove vive, che anche i suoi amici stanno per essere sfrattati. La transumanza degli affitti di casa è l’altro tema che sancirà una drastica riduzione dell’economica del rione. Ma perché aspettare l’irreparabile e non intervenire subito?

Paolo Stoppa nella serie “Accadde a Lisbona” 1974, interpreta il ruolo di uno dei più grandi truffatori della storia del Portogallo.  Mentre escogita un piano perfetto nella legalità, afferma: “Dal punto di vista morale, è accertato che è impossibile guadagnare molti soldi senza trovare il modo di rubare a qualcuno”. Questa frase è ascoltata sempre per la prima volta. E non smette mai di essere nuova. È una frase atemporale che, ogni volta che viene pronunciata suscita scalpore, curiosità e indignazione. E basta! [+blogger]  

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