“Il termometro per misurare la gentrification”, è il commento di una ragazza che ha visto il manifesto contro i murales nel rione Sanità. Ribadisco quello che c’è scritto: Se i murales avessero la capacità di sollevare le sorti di un intero quartiere, basterebbe un solo quadro di Caravaggio a sconfiggere la fame nel mondo. Può anche non essere originale la frase, ma chiarisce bene i presupposti. L’altra guerra, invece, che fanno i napoletani contro lo “straturismo”, affonda nell’indifferenza e nell’ignoranza dei politici.
Se associamo questo particolare fenomeno al più generale fenomeno dei dazi protezionistici, avremo una “guerra particolare e una guerra generale che si somigliano per difetto. La nostra cultura sta collassando, e non è un caso se Antonio Spadaro scrive che i “movimenti millenaristici settari” stanno nascendo come i funghi. Effetto di idee discordanti ma anche di mancanza di protezione. Noi della Sanità non ci siamo mai sentiti protetti dai rappresentanti politici, così come oggi la gente sembra non sentirsi protetta dai Governi. Ecco perché le continue minacce agli armamenti, ma c’è anche chi sperimentare la teologia della felicità: la stessa felicità che dipinge alla “walt disney”, raccoglie critiche giuste, ma disinteressate.
Ieri la Commissione Europea ha affermato che bisogna preparare il kit di sopravvivenza: ma Kaja Kallas che l’ha proposto non sa che i napoletani da tempo sono attrezzati per la sopravvivenza? È un dramma nel dramma non aver paura di morire. Ssssshhh, non bisogna dirlo, perché appena lo dici non c’è più, avrebbe detto Pasolini. Per ora la guerra fa paura solo ai morti. Anche se tutti sanno che i morti non muoiono due volte, è altrettanto vero che le persone possono cambiare idea. Possono considerare un morto vivo o un vivo morto, o meglio ancora, un supereroe pronto a morire e rinascere a comando.
È destino combattere in un quartiere dove per anni la cronaca ha scritto una storia mitica. Il divenire è annientato da chi si sente spogliato delle proprie radici. E anche se quest’esproprio non avviene mai, il panico subentra alla realtà. Il dramma che stiamo vivendo noi della Sanità con un turismo impazzito (meglio dire con una indifferenza ancestrale), è lo stesso identico che oggi il mondo vive attraverso le minacce di annientamento. Per ora possiamo solo immaginarla, oppure vederla in un video artificiale, ma la guerra della povertà, così come la guerra vera, quella che si combatte ogni giorno con le armi di distruzione di massa, è un’altra cosa. È una apocalisse di fronte al nulla, è una catastrofe senza rumore né distruzione, è la vita che scende giù nel vuoto, è il caos senza un limite, è il nulla, l’imperfezione.
Forse qualcuno potrà contestare che quest’accozzaglie di esempi possono sembrare il limite di una demenza, così come invece la retta via è investire ottocento miliardi di euro in armamenti. In fondo protestiamo per dei semplici murali pubblicitari. [+blogger]