la percezione del modello sanità

Cosa sta cambiando in questo quartiere? Cos’è il modello Sanità? Per la prima volta nella storia del rione un questore indica questo luogo come modello da imitare. Come mai e perché la Sanità si sta trasformando? Ho già affrontato diverse volte questo argomento, mettendo in relazione una sparatoria passata (un attentato o una stesa), con la folla che aspetta ore per mangiare una pizza o per gustare un  dolcetto tipico del rione. Una relazione spuria in parte, difficile da comprendere, senza un’altra variabile che spiega l’andamento di questi due fenomeni apparentemente diversi.

Quello che in questi ultimi quindici anni è cambiato nel quartiere è la conoscenza di esso, l’impressione apparente che definisce una società (in questo caso la gente del posto), in relazione alla sue caratteristiche. In questi ultimi anni si sono susseguiti atti criminosi come sparatorie, avvertimenti, stese, uccisioni… basta leggere i giornali recenti per avere una visione abbastanza dettagliata. Mentre in passato l’etichetta da affibbiare alla gente della Sanità, da parte dei giornalisti, dei media e, della stesse persone che non vivono nel quartiere, in generale è sempre stata ben chiara: “un quartiere omertoso, gente connivente, collusa con la camorra ecc ecc”, oggi invece le definizioni sono cambiate per una ragione ben precisa: il miracolo l’ha compiuto il turismo; più precisamente l’economia; più precisamente la fase che ha legittimato la relazione di cui sopra. Quello che si è frapposto fra l’attesa della pizza e la sparatoria è ciò che giustifica tutto per definizione: il denaro.

Ecco perché spesso ho parlato di gentrificazione pericolosa, che nella sua forma tipica trasforma, cambia, converte rendendo il tutto successivamente normalizzante. Il quartiere è cambiato nella testa della gente che lo definisce. In qualche modo può essere anche positivo, ma che nella sostanza non produce effetti se non quelli di un’illusione percettiva. Devo sperare in questa illusione che, nel tempo, può realmente creare un circuito virtuoso? Speriamo. Per ora non vedo situazioni che possono modificare, in meglio, lo stato sociale del quartiere: qui mancano le basi (esistevano invece in passato), per vivere civilmente. In un luogo/modello non possono mancare i presidi di legalità, non possono mancare i riferimenti istituzionali, non possono mancare gli elementi che garantiscono una vita civile ai suoi abitanti. La variabile turismo/ricchezza ha limiti invalicabili, d’altronde molte città turistiche sono città pericolose.

Questa è solo una piccolissima spiegazione parziale, sprovvista di elementi statistici, di elementi qualitativi che, in verità, devono ancora avverarsi. Formulo quest’ipotesi per “smascherare” le mie spiegazioni nella consapevolezza che possa sbagliarmi di grosso. Anche se la strada indica le argomentazioni di cui sopra (gli affitti alti, i bassi trasformati in case caratteristiche, luoghi confortevoli soprattutto per i turisti, comodità appannaggio solo per i viaggiatori, strutture chiuse a svantaggio degli abitanti del luogo ecc ecc), ogni elemento che interagisce e pianifica la struttura lo fa seguendo un preciso obiettivo (termine economico) e non un atteso scopo (termine sociale). Tutto questo aumenta la percezione che ogni mezzo atto a produrre ricchezza sia giustificato, anche in un rione come questo che ha più di 45mila abitanti, una storia millenaria, tradizione e arte in ogni vicolo e, soprattutto, tanta gente di buona volontà che cerca ogni giorno di scongiurare questo terrificante processo. [+blogger].

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Un Amico ha detto:

    Argomenti molto discutibili, sei uno che riduce il tutto senza il minimo apprezzamento. A quest’ora la Sanità sarebbe esplosa, distrutta dai suoi stessi abitanti. Invece grazie a questo progresso anche gli stessi malavitosi stanno facendo un passo indietro. Quando si vede il marcio in ogni cosasignifica che si è marci dentro.

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  2. Ferdinando ha detto:

    Invece io credo che siano argomenti molto validi. Questa critica si sta sviluppando a Napoli e non è solo una soluzione contro corrente, essa ha basi ragionate e non capisco come fai a dire, caro “un amico” che si riduce il tutto c9me giudizio unilaterale.

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  3. AAA Cercasi civiltà ha detto:

    Un modello impazzito qui c’è munnezza dappertutto, la sera via vergini è una discarica, poi tutti si sono appropriati del suolo, ognuno mette il suo tavolini, il banco, l’ombrellone. stiamo ritornando indietro piuttosto che andare avanti. poi il via vai dei motorini che continuano a camminare a senso unico, parcheggiare sulla zona pedonale e correre su quest’ultima all’impazzata senza che nessuno dica niente. Se questo è il modello allora meglio definirci come il terzo modo.

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