“i giorni dell’abbandono”

Strategie, inciuci, accuse e denunce, idiozie e avvertimenti, una gran confusione che dall’inizio ha generato notizie, notizie, notizie senza informazione. A ragione, la verità non è  stata compresa abbastanza. “E’ una manovra economica, è una manovra politica, è una manovra militare”. Ma qualcosa non quadra. C’è una limitazione della libertà, c’è una malattia, c’è un qualcosa di nuovo, mai vissuto, strano, pauroso, disastroso; qualcuno ha detto “siamo in guerra”, ma contro chi? Mia moglie mi dice, quando esco per andare in farmacia a prendere il blopresid: stai attento! Penso: ma di chi devo stare attento? Di chi devo aver paura? Io ho paura della gente e la gente ha paura di me. Una mia mica che abita a Bologna mi ha detto, “quando sono per strada vedo la gente che, lontano 100 metri, cerca già di evitarti”. Qualcosa non quadra. Due medici, uno del sud e l’altro del nord, litigano per il bene comune. Io so chi ha ragione, ma non voglio dirlo. A Milano ieri 19/03 hanno scritto su di uno striscione: “Napoli ultras la tua sanità è uguale alla tua mentalità, infami”. Non cito le fonti locali dei giornali nazionali, un vero schifo misto di provincialismo ed etichette sociali.

“I giorni dell’abbandono”, i mesi e forse gli anni. Ho letto l’intera sceneggiatura del film, subito dopo aver iniziato la quarantena. La prima cosa che pensavo, appena un personaggio incontrava, in un luogo affollato, un altro personaggio: non si può fare, l’assembramento è illegale. Ho confuso la realtà con la finzione. Adesso mi chiedono per solidarietà di rimanere quanto più possibile in casa. Confondo ancora: mica la solidarietà la si fa rimanendo chiusi in casa? C’è qualcosa che devo capire bene, ma se mi affido ai mass media la situazione ritorna identica a quella di cui sopra. Adesso mi possono fare una multa salata se non giustifico bene la mia uscita di casa, io che ho perso il mio lavoro, che non so se riuscirò a farlo di nuovo, se non so se mi assumeranno perché ho 48 anni… con due figli, uno di 6 e l’altro di 3 anni. Sara (mia moglie), che ogni tanto mi corregge gli articoli, mi dice: l’ho perso anche io. Chi lavora nel campo turistico, come lei, è spacciato. Ma se non lavoro, se forzatamente devo rimanere in casa, allora perché devo pagare la bolletta dell’acqua? Mi fermo qui.

E’ giusto che tutti facciamo la nostra parte, non possiamo infettarci reciprocamente, è un delitto, è una irresponsabilità, è da stupidi anche. Il mio amico Antonio, srilankese, che vive in un basso ci circa 35mq con la moglie, la mamma, il papà e la sorella mi ha detto che ha visto il video di un personaggio famoso che, giustamente, incitava a rimanere a casa. Certo la quarantena per quelli che vivono in un attico di 300mq deve pur essere spiegata al mio amico. Avete letto da qualche parte qualcosa del genere? Totò direbbe: “pinzillacchere”. Ho letto pochi giorni fa che una psicologa ha scritto che il virus è la rivincita della natura sugli esseri umani. Questi ultimi anche se pur naturali, con la loro mania di benessere esasperato, hanno reso tutto un po’ artificiale. Hanno detto: “colpa dell’inquinamento”. Esso comunque è un problema serio, serissimo, anche se molti uomini potenti della terra sottovalutano gli effetti. Le bugie si sono confuse con le verità, ancora una volta la spettacolarizzazione detta i suoi tempi. Anche quando è tutto diverso, l’omologazione non cessa il suo disordine. Medici ed infermieri eroi, sì certo, ma anche le cassiere, gli operai, gli impiegati che lavorano ancora, per non parlare dei camionisti ecc, ecc. C’è un disordine mondiale? Ogni secolo che se ne va, trasforma vecchie e nuove differenze. Quest’epoca però è segnata da un fine millennio. Ci faranno credere che tutto può ritornare come prima? Oppure siamo veramente in una fase di trasformazione epocale? [+blogger]

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