il linguaggio del manifesto

Coraggio, passione, amore, lavoro, tenacia, cuore, riscatto, orgoglio, identità, coerenza ecc. I manifesti elettorali con le loro scritte “dimezzate”, hanno un effetto esplosivo. Nel senso che m’immagino, subito dopo averle lette, che sotto ci sia ancora scritto: questo messaggio si autodistruggerà tra 10 secondi. Le frasi sono tronche per ordine di spazio, ma nessuna ha senso finito e le interpretazioni possono essere le più svariate. Ricordo qualche anno fa che un candidato scrisse, sul suo manifesto elettorale, il futuro è mo! Nel senso che: siamo nel futuro? Il futuro è adesso? Il futuro è passato, è presente o siamo nel futuro del futuro?

Bizzarra quanto intuitiva la frase: “Buone notizie con (nome del potenziale presidente) c’è (nome della candidata).” Naturalmente la presunzione è l’arma più evidente che comunque le ha fruttato migliaia di  voti. Con queste giustificazioni si legittima anche il linguaggio dei social. Fiumi di parole insignificanti. Ma, attenzione, non è la parola o la scrittura ad essere insignificante. E’ la faccia del candidato che sbilancia inequivocabilmente [cit.]. 

Ma perché mai un: amo il mio lavoro, sono tenace, credo nel bene comune, faccio gli interessi della gente ecc, ecc, dovrebbe interessarmi così tanto? Massimo Troisi mica ci crede che un uomo dalla bocca piccola è anche un assassino? Se un giorno dovessi candidarmi, giuro che scriverò: “Votami, e non te ne pentirai!” Non l’ho mai letta, eppure suona uguale a tutte le altre.

Cosa significa: “C’a nisciuno è fesso?”  Una frase del genere può avere conseguenze nefaste per chi l’scritta. Ho pensato, dopo averla letta, ma con chi ce l’ha? Con i politici? Ma anche lui fa politica?  Con la magistratura? Con la gente comune? (quest’ultima ipotesi è incredibile). Naturalmente la frase in napoletano ha un suo prosieguo. Ma è devastate come spot.

C’è anche la frase Ricomincio da te, parafrasando di nuovo il comico napoletano. Se non avessi visto il film non avrei mai saputo cosa intendeva il titolo. Confusione generale. Altra arma a doppio taglio. Ricomincio da chi? Posso pensare che si rivolge a tutte le persone che inquinano, che non fanno la differenziata e che puntualmente lasciano i sacchetti di plastica pieni d’immondizia ai bordi dell’autostrada.

E ancora. Si, perché Napoli ha bisogno di esperienza per rinascere. Come se tutte le esperienze vissute fossero condivisibili. Anche questa frase associata all’esperienza della cultura o della serietà, sempre come sostiene il candidato,non ha un minimo di senso in italiano.

Ma sono frasi fatte e questo spiega il ripetere ogni volta le stesse assurdità. Queste frasi pur non avendo significato compiuto, hanno il potere di “attrarre”, come succede anche sui social. Un candidato finge di essere modesto, usa ogni aggettivo possibile che lo qualifichi e lo renda umano, più degli stessi umani. Quello che conta e la normalità.  

Questo è il punto dolente (e divertente) di tutto l’articolo. Ogni candidato si sforza di mostrare, nel suo quotidiano, la normalità della vita. La retorica è quasi immune da critiche. Non è concepibile che un uomo con la bocca larga sia anche un perverso assassino e matricida. Mussolini ha fatto la stessa cosa. Quando usciva in pubblico diceva al suo cameramen personale di riprendere solo le cose normali, come mangiare, lavorare il grano, accarezzare un bambino ecc. Storia vecchia che la comunicazione avrebbe dovuto superare. Ma purtroppo i social scimmiottano questo linguaggio (non tutti per fortuna), anche se crediamo che cinquemila like siano effettivamente cinquemila sostenitori.

Ma torniamo al punto dolente e divertente. Non c’è un briciolo di verità nella normalità. Altra scoperta sensazionale. Se tutti noi avessimo la capacità di concepire la normalità o la naturalità, nessuno più si vergognerebbe di pisciare per terra, di masturbarsi o masturbare qualcuno per strada, o andare da un chirurgo plastico per lo sbiancamento del suo ano (quest’ultima affermazione è usuale per chi la considera tale). La causa del successo non è la frase retorica che illumina, ma il sospetto che dietro la normalità ci sia felicità. I candidati, in questo periodo, camminano per strada e si fanno fotografare volentieri. Entrano nei bassi della povera gente promettendo la felicità, o meglio, la normalità. Sanno che l’unico modo per convincere gli altri è la menzogna. Così come mentono quando scrivono la loro vita, le loro passioni, la loro moralità. Se non mentissero avrebbero l’incertezza della verità.

Ultimo, e non meno importante, è il nemico da combattere. C’è sempre qualcuno che ha fatto più male degli altri. Quelli che si sono mangiati la città, il paese, la nazione. Prima delle elezioni va sempre tutto male. Dopo, se sono eletti, va sempre tutto bene. Il nemico, come dice Umberto Eco, è importante per affermare la propria identità. L’altro è cattivo, piscia per terra e usa il vibratore anale come forma di devozione. [+blogger]  

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