nube tossica dentro casa

Ieri pomeriggio ( 14/10/21), esco fuori al balcone e vedo una nuvola di fumo nera come la pece. Nella parte est tutto è oscurato. Nel paese vesuviano, dove abito adesso, quasi sempre la sera c’è puzza di bruciato, mentre la mattina, c’è puzza di munnezza. Prima di aprire le finestre annuso l’aria per capire se posso uscire. Che disgusto. Quando con l’auto incrocio la statale 162, ai bordi della strada le buste di munnezza, con altri materiale di risulta, sono lì che mi aspettano per salutarmi con ironia. Ho perso il conto dei topi che ho visto. Ma in verità, voglio fare un altro ragionamento.

Martedì scorso (12/10/21), ho ascoltato una trasmissione sportiva locale. Un noto speaker radiofonico ha commentato lo stato precario in cui si trova il giocatore della squadra del Napoli, Lorenzo Insigne. Sembra che non gli stiano bene 16 milioni di euro per altri quattro anni. Il bravo presentatore della radio, difendendo le scelte del giocatore,  ha commentato (podcast minuti 44,18- 45,06) “…perché è un professionista è deve pensare soprattutto alla sua vita, alla sua famiglia e al futuro di quando non sarà più un calciatore. Quindi, io trovo che sia veramente disgustoso fare i conti in tasca ai calciatori. Date la sensazione di avere l’invidia per chi ce l’ha fatta e voi state lì, invece, a rosicare. Perché tale è l’espressione che serve a voi. Rosicate. Quelli che fanno i conti in tasca Insigne, dicono: no, deve guadagnare tre invece di sei. Ma chi caspita sei per decidere una cosa del genere?! Se lo fanno con te, tu saresti felice? Se gli altri dicessero: no, devi guadagnare la metà di quello che guadagni oggi. Il finale è da oscar. Certi napoletani mi sembrano che non siano di Napoli. (fonte

Mi rosica dentro vedere quel fumo invadere la mia abitazione. Così come rosico quando la juve, o le altre squadre che possono togliere il primato al Napoli, vincono. Rosico quando penso che per guadagnare un solo anno di stipendio di Insigne dovrei lavorare circa 300 anni. Rosicare: rodersi dalla rabbia. Rosicare è un brutto termine? Inquinare è ancora più brutto. In questi due episodi, sconnessi l’un dall’altro, c’è una verità assoluta: sto rosicando ancora.

La società italiana di riproduzione, in occasione del congresso a Napoli, ha ribadito che per causa della terra dei fuochi, il 60 per cento dei giovani rischia l’infertilità. Il 4 giugno dell’anno scorso, sempre il calciatore di cui sopra, ha compiuto 29 anni.  Come regalo ha ricevuto, dalla moglie, una Lamborghini del valore di mercato di circa 350mila euro. Il decimo comandamento dice: “non desiderare la roba degli altri”. Ma se le cose le ha tutte lui, perché non posso desiderare?

Smetteremo di inquinare appena riusciremo a smettere di ragionare in questo modo. Il valore di una argomentazione non è più provata dalla logica ma bensì dalla sua utilità (non ho fatto nessuna scoperta). Se una ragazza scopre di essere sterile, ha il diritto di essere arrabbiata? Nei casi più estremi, essere in collera con chi ha messo un neonato nel sacchetto della spazzatura? Se un operaio guadagna 13 mila ero l’anno, ha il diritto di essere arrabbiato con chi guadagna, invece, quattro milioni? Ho il diritto di essere arrabbiato con chi inquina vicino casa mia? C’è una cosa che sento spesso dire da un prete: “la chiesa deve avere il coraggio di dire che la ricchezza smodata è immorale”. Povero illuso, chi gli crede.

Ci sono delle frasi che riassumono tutto. Sono veramente illuminanti in virtù di quest’articolo un po’ sconnesso. Le ha pronunciate un geologo milanese, Antonio Carrucci, addetto alle vendite della Wte srl. Copio e in collo da un noto sito internet: “Io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuto sui fanghi” ma “è per il bene dell’azienda”. – Procura bresciana che contesta la vendita di 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti spacciati per fertilizzanti e smaltiti su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. (fonte)

Le verità sono sempre sconnesse, le analogie sempre risicate (non rosicate), e i napoletani, sempre meno napoletani. [+blogger]

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