l’imbianchino

“Io ho scelto di restare a casa, ho paura e continuerò ad averla anche dopo. Ho 52 anni, sono sposato da più di venti. Ho quattro figli di cui tre minorenni. Faccio il mio lavoro a nero perché inabile. Ho un mutuo di 650 euro da pagare, per fortuna ho il reddito di cittadinanza. Mi dico spesso: dopo la quarantena con quale coraggio posso andare in un appartamento a lavorare?” Lucio continua la sua spiegazione. “Prima della malattia ero un imprenditore, con me lavoravano diversi manovali, poi sono stato dichiarato inabile al lavoro. Prendo una pensione di circa 250 euro al mese. Qualcuno mi ha detto che sono pure fortunato visto che ho la carta per fare gli acquisti e per pagare la luce, l’acqua, il gas ecc. Ma come sempre a metà del mese rimango senza una lira. Quando mia moglie fa la spesa spesso le dico di non comprare la mozzarella di bufala o la coca cola, un lusso che ci permettiamo ogni tanto. In famiglia ci sono quattro donne, sai quanto spediamo solo per gli assorbenti ogni mese? Il sabato sera dico ai mie figli: “oggi andiamo al pub, così nel forno di casa ci mettiamo i saltimbocca, wurstel e patatine, e facciamo gli hod dog per tutti”. Non so cosa mi prospetta il futuro, vedo nero, ma cosa faccio? I miei figli vanno a scuola, non voglio che lascino gli studi per colpa mia.

Adesso mi sento impotente, questa situazione ha aggravato ancora di più la mia impossibilità. Sono arrabbiato, poi penso, con chi devo prendermela? Con me stesso? con la mia inabilità al lavoro? con Cristo che continua il suo assurdo silenzio? Adesso mi sento infelice, anche se quando guardo i miei figli la tristezza passa subito. Uno spiraglio mi rende un po’ più ottimista: prima del reddito di cittadinanza la mia situazione economica era disastrosa. Intere settimane senza comprare nulla da mangiare, mi arrangiavo come potevo e con me tutta la mia famiglia. Qualche parente mi aiutava come poteva, ma i miei parenti sono tutti operai, non sono ricchi né possidenti. Adesso sono tappato in casa da più di 40 giorni. Per eliminare i miei brutti pensieri la sera, prima di andare a letto, guardo un film di Totò”*. [+blogger]

*Intervista telefonica

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