carissimo francesco

Carissimo Francesco, il tuo ultimo saluto è stato nel tardo pomeriggio del 14 novembre, quando a una mia telefonata, hai subito esclamato con voce flebile: ”Alex, Alex…” Mi ero abituato a sentirti così, in questo periodo della tua vita, costellato da un andirivieni di ambulanze che arrivavano dopo varie sollecitazioni, ma senza ospedalizzarti (la prima chiamata da noi il 24 ottobre). Solo la quarta ti porterà al Cardarelli. Scusami, Francesco, se solo ora sono riuscito a scriverti questa lettera, ma non è stato facile per me perché ero sconvolto dalla notizia della tua repentina scomparsa. Grazie, Francesco perché sei stato un infaticabile compagno di viaggio qui, al Rione Sanità, ma anche in città, come nonviolento attivo insieme al comitato Miccoli, nel nostro comitato Pace e Disarmo. Quante battaglie abbiamo vissuto insieme al rione Sanità! Mi sfilano davanti agli occhi tante pagine vissute in questo quartiere insieme a te, con il tuo immancabile megafono e un pacco di volantini pronti ad essere distribuiti. Per ricordarne insieme alcune: nel 2009 quella lunga stagione di impegno perseverante per impedire la trasformazione del Cine – Teatro Felix in supermercato, senza risultato. Ricordi quella sera di maggio del 2010 quando, insieme alla Rete del Rione Sanità e a Insurgencia, occupammo il Cimitero delle Fontanelle per riaprirlo al pubblico? Francesco, come dimenticare quelle conferenze stampa davanti al Mendicicomio, per riaprirlo? E la gioia, invece, per la riapertura del Parco San Gennaro, vandalizzato dai ragazzini? E poi la lunga, estenuante trattativa per impedire la chiusura dell’ospedale San Gennaro dei Poveri, bloccando perfino il Ponte della Sanità. Ne parlavamo spesso di questa sconfitta e concordavi con me che avevamo perso l’ospedale perché il popolo della Sanità non era sceso in piazza. Eravamo dello stesso pensiero che se non ci si muove dal basso tutti insieme, nulla cambia. Ma soprattutto un grazie grande Francesco per il tuo aiuto e impegno per salvare l’Istituto superiore Caracciolo ,ormai agonizzante. Fosti perfino malmenato due anni fa perché volevi vedere i ‘quadri’ finali degli studenti per capirci meglio. Su questo c’è ancora una tua denuncia in tribunale. E quanti incontri fatti con te con le varie autorità scolastiche ! Grazie, Francesco, perché hai scelto di continuare a vivere nel Rione Sanità. E questa è stata anche una mia scelta. Io sono un missionario, tu ti definisci un non-credente. Ma ti posso assicurare che sei una persona credibile, mentre, purtroppo, tanti cristiani che si proclamano tali, non lo sono. Hai fatto del bene comune del popolo del Rione Sanità la tua passione. Per questo, Francesco, sei stato un esempio per tanti, con tutti i tuoi limiti e difetti. Ora come credente so che sei entrato nel Mistero di amore che ci avvolge tutti e so che ci accompagnerai con quel tuo sorriso bonario in questo momento difficile della storia umana. E ti prometto, insieme alla Rete, di completare il lavoro che non sei riuscito a concludere. E perché il tuo nome continui ad essere ricordato chiederò al Comune di Napoli che il Parco San Gennaro, ora risistemato e affidato alla Rete tramite Crescere Insieme, porti ora il tuo nome. Grazie, Francesco, perché ti sei svuotato e in umiltà, semplicità,  purezza di intenti, hai dedicato la tua vita a questo quartiere perché, come dicevamo spesso, questo popolo impari a rialzare la testa. Ad-Dio, Francesco, con un immenso GRAZE. [ alex zanotelli]

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